«La norma regionale che prevede il blocco delle assunzioni nelle società partecipate della Regione Siciliana, introdotta tramite emendamento al ddl stralcio in Prima Commissione, rischia di produrre effetti critici sui servizi pubblici essenziali, in particolare sul sistema di emergenza-urgenza 118».
A lanciare l’allarme è CO.E.S Sicilia, associazione di categoria degli autisti-soccorritori, che evidenzia il possibile impatto della misura sulla piena operatività del servizio sanitario territoriale. Al centro della criticità si trova la SEUS, società in house della Regione Siciliana e struttura operativa del sistema 118, che garantisce su tutto il territorio regionale mezzi, equipaggi e personale, assicurando continuità, tempestività e uniformità del soccorso.
Il sistema 118 in Sicilia si basa su un modello pubblico centralizzato, che consente coordinamento unico delle postazioni, gestione integrata delle ambulanze e standard operativi omogenei su scala regionale. Un assetto diverso rispetto ad altre regioni italiane, dove il servizio di emergenza-urgenza è spesso organizzato in forma mista con il coinvolgimento di soggetti del terzo settore o convenzionati.
Questo modello ha permesso alla Sicilia di garantire:
-coordinamento operativo centralizzato
-uniformità nella gestione dei mezzi e del personale
-continuità del servizio su tutto il territorio regionale
-integrazione gestionale del sistema
-ottimizzazione delle risorse pubbliche
Fondamentale anche il ruolo della formazione, sviluppata in collaborazione con il CEFPAS, che assicura aggiornamento continuo e protocolli condivisi per gli operatori dell’emergenza-urgenza. Negli ultimi anni, il sistema ha inoltre registrato un percorso di rafforzamento organizzativo e valorizzazione professionale degli autisti-soccorritori.
Tuttavia, in un contesto già segnato da una cronica carenza di personale, il blocco delle assunzioni nelle partecipate rischia di compromettere la capacità operativa del 118, con possibili ripercussioni sui tempi di intervento e sull’efficacia del soccorso territoriale.
CO.E.S Sicilia sottolinea come la SEUS, pur rientrando formalmente tra le società partecipate, svolga una funzione sanitaria strategica e non assimilabile a quella delle strutture amministrative ordinarie.
Per queste ragioni, l’associazione rivolge un appello al Governo regionale e all’Assemblea Regionale Siciliana affinché venga valutato l’impatto reale della norma e siano previste deroghe o esclusioni per i servizi sanitari essenziali, a partire dal sistema 118.
«Il trasporto sanitario di emergenza non è un’attività amministrativa, ma un servizio salvavita che richiede continuità operativa e risorse adeguate. Ogni rallentamento può incidere direttamente sulla sicurezza dei cittadini», sottolinea CO.E.S Sicilia.





