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Vuoi fare sport in sicurezza? Sottoponiti a visita di idoneità…

29 Febbraio 2016

I controlli clinici sono indispensabili per prevenire danni derivanti da inadeguati carichi di lavoro, dall’utilizzo di sostanze proibite o dall’esistenza di patologie nascoste.

Dott.ssa Serena Tripoli, Spec. in medicina dello sport

All’attività fisico-sportiva è da sempre riconosciuto un elevato valore sociale in quanto contribuisce ad assicurare, soprattutto nella fase di crescita, un equilibrato sviluppo psico-fisico.

Tuttavia, la pratica di attività sportiva, soprattutto in età evolutiva, non è esente da possibili rischi quando questa non sia adattata alle caratteristiche fisiche dell’atleta e quando non siano correttamente eseguiti i controlli clinici indispensabili alla prevenzione di danni derivanti da inadeguati carichi di lavoro, dall’utilizzo di sostanze proibite o dall’esistenza di patologie nascoste.

La tutela degli atleti rappresenta uno dei compiti fondamentali della Medicina dello Sport, e nel nostro paese la visita di idoneità ne rappresenta uno dei pilastri essenziali.

La finalità della visita di idoneità, infatti, è garantire la pratica dello sport in sicurezza in soggetti predisposti a malattie e/o affetti da patologie, e non tanto di escludere dalle attività sportive soggetti ritenuti non idonei. Ormai è divenuta l’unica possibilità, data l’eliminazione della visita di leva e della medicina scolastica, di effettuare uno screening di massa sui giovani atleti, ma anche sui “Master”.

Il ruolo della Medicina dello Sport, quale filtro epidemiologico e preventivo, rappresenta uno degli aspetti di maggiore interesse sociale di questa branca della medicina. Gli altri due grandi campi di azione sono rappresentati dalla nutrizione e integrazione e dall’ambito traumatologico-riabilitativo.

Per disposizione della legge italiana, la concessione o meno di una idoneità medica alla pratica agonistica di uno sport in funzione dello stato di salute (o di malattia) dell’interessato, è conseguente all’esecuzione di una valutazione clinico-strumentale obbligatoria, eseguita da un medico specialista in Medicina dello Sport.

Tra i non addetti ai lavori spesso si ha la sensazione che la visita di idoneità medico sportiva (che comprende un protocollo clinico-strumentale standard integrato, ove necessario, da opportune indagini specialistiche) abbia l’unico significato di assicurarsi, in via prioritaria, che il soggetto non presenti patologie cardiovascolari che si rendano responsabili di morte cardiaca improvvisa.

Mentre in realtà si possono mettere in evidenza fattori predisponenti a differenti patologie e patologie che non necessariamente condizionano la concessione dell’idoneità; nonché, in caso di cardiopatia accertata, stratificare il rischio associato alla pratica dell’attività fisica ed attivare gli interventi terapeutici eventualmente necessari.

Tra i compiti della Medicina dello Sport c’è, inoltre, quello fondamentale dell’educazione sanitaria all’attività sportiva per poter migliorare l’efficienza fisica e ridurre il rischio di sviluppare malattie croniche.

Sport e Medicina dello Sport svolgono, quindi, un ruolo fondamentale per il mantenimento della salute collettiva.

Numerosi studi epidemiologici, clinici e di laboratorio hanno fornito evidenze definitive sulle capacità dell’attività sportiva di migliorare le prestazioni fisiche e di ridurre la morbilità e la mortalità cardiovascolare.

L’attività fisica, inoltre, sembra in grado di ridurre significativamente il rischio di sviluppare anche altre malattie croniche, quali l’obesità, l’osteoporosi, il diabete, le neoplasie e la depressione.

Per tale ragione, l’esercizio fisico si propone come mezzo preventivo e terapeutico fisiologico, economico ed efficace in numerose condizioni cliniche.

La promozione di tale attività nella popolazione generale, quindi, rappresenta uno degli obiettivi primari delle nostre istituzioni sanitarie.

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