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Visite di controllo sospese, la testimonianza di Lucia: “Preoccupata per la mia salute”

Prenotazioni non urgenti bloccate almeno sino a giorno 18 maggio, Il timore dei pazienti: a fine emergenza tempi di attesa lunghissimi 

Tempo di lettura: 3 minuti

Ho una malattia rara e non riesco a prenotare esami clinici fondamentali”, la denuncia di una paziente affetta da sindrome di Cowden Avere una grave e rara patologia genetica durante una pandemia è una prova ardua da sopportare.  La storia della signora Lucia (un nome di fantasia per tutelare la sua privacy; ndr), un’infermiera
che da anni combatte contro la sindrome di Cowden, è fatta di coraggio e tanta resistenza. Un calvario lungo che conta ben 11 interventi e una successione di metastasi, di esami e di percorsi di cura continui. Poco prima dell’esplosione del contagio da Coronavirus la signora aveva in programma di prenotare una tac con risonanza e un esame di gastroscopia all’ospedale Garibaldi Nesima, la struttura che l’ha seguita congiuntamente al nosocomio di Taormina.

“Questa malattia rara – spiega a Insanitas.it la signora – può far sviluppare tumori che colpiscono diversi organi e per questo necessito di controlli periodici. Ho provato a prenotare qualche settimana fa degli esami, anche per settembre, ma mi hanno detto che occorre attendere la fine dell’emergenza. Ma è normale che dobbiamo aspettare un tempo indefinito senza avere alcuna certezza?”.

Infatti con Lucia ci sono diversi pazienti siciliani e non solo, affetti dalla stessa rara malattia, che non riescono a prenotare importanti esami di routine o che debbono sottoporsi nei prossimi mesi a delicati interventi chirurgici e che sono rimasti in un limbo. In effetti abbiamo provato a chiamare l’Urp dell’ospedale Garibaldi Nesima per avere delucidazioni e le prenotazioni sono al momento bloccate almeno sino a giorno 18 maggio: l’unico modo per
poter ottenere la prestazione è ricorrere al medico di base con una prescrizione ad hoc con lettera U, che riveste carattere di urgenza e da espletare entro 72 ore, quindi non utilizzabile per le visite di controllo.

“Noi non vogliamo visibilità o altro – continua la Silvia – ma vorremmo un percorso più semplice: in questo periodo è anche difficile contattare il medico di base e non abbiamo la certezza di una eventuale prenotazione. È altrettanto difficile contattare i medici delle branche specialistiche per le prescrizioni, perché sono loro che il più delle volte richiedono le visite o gli esami specialistici. Servirebbero delle linee guida chiare da parte della Regione Siciliana per i pazienti affetti da tipologie simili: non ci sono direttive al momento e nemmeno gli operatori sanitari sanno come
comportarsi”. Il timore dei pazienti come Lucia è quello di non riuscire a prenotare adesso e di ritrovarsi, poi, a fine emergenza con una grande massa di prenotazioni per prestazioni specialistiche con tempi di attesa inevitabilmente dilatati.  “Noi stiamo già soffrendo parecchio – conclude – non vorremmo essere abbandonati”

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