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La vertenza

Villa Sofia-Cervello, stato di agitazione dei precari esclusi dalla stabilizzazione

Uil Fpl, Fials e Nursing Up chiedono di includere anche i lavoratori con contratti Co.Co.Co/click day e sollecitano una circolare assessoriale esplicativa univoca in Sicilia.

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PALERMO. Operatori sanitari con contratto co.co.co/click day esclusi dalla procedura di stabilizzazione dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello. Lo denunciano i sindacati Uil Fpl, Fials e Nursing Up che hanno preso parte alla delegazione trattante per discutere la proposta presentata dall’amministrazione per l’assunzione degli operatori sanitari assunti durante l’emergenza covid.

I sindacati hanno votato contro la proposta sostenendo che la normativa nazionale consente la possibilità di coinvolgere nella stabilizzazione anche personale assunto tramite procedure diverse previo espletamento di prove selettive. Inoltre nella stessa legge si tirano in causa i lavoratori di servizi esternalizzati nel periodo tra il 2020 e il 2021 e con almeno tre anni di servizio. A riguardo le sigle hanno chiesto all’amministrazione di avanzare una richiesta di parere all’assessorato regionale della Salute e di chiedere “una circolare assessoriale esplicativa univoca per tutte le aziende del sistema sanitario regionale, affinchè si proceda alla stabilizzazione del personale in maniera omogenea e senza che si creino disparità di trattamento tra i lavoratori interessati”.

Inoltre Uil Fpl, Fials e Nursing Up hanno ribadito “il grande senso di responsabilità e di abnegazione che questo personale ha mostrato durante il periodo covid 19, esposto a grandi rischi di contagio e sovraccaricato di un’enorme mole di lavoro, nonché sottoposti anche a turni di servizio estenuanti”. È stato quindi chiesto all’amministrazione di modificare i bandi per l’avvio delle procedure di stabilizzazione del personale sanitario, chiedendo di includere anche i lavoratori con contratti Co.Co.Co/click day.

I sindacati scrivono che «l’azienda, nella persona del direttore generale, si è mostrata contraria ad accogliere la nostra richiesta sostenendo che una circolare della conferenza delle Regioni esclude la possibilità di stabilizzazione per questa platea. Da qui la richiesta di chiarimenti e di incontro all’assessorato regionale e la proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori».

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