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Villa Sofia-Cervello, scoppia il caso sul mancato rinnovo del contratto all’addetto stampa

31 luglio 2018

Il segretario regionale di Assostampa chiede all'assessore Razza l'invio di una commissione ispettiva.

 

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PALERMO. Pur registrando «la disponibilità del presidente della Regione Nello Musumeci e dell’assessore Ruggero Razza per fare ordine alla diffusa deregulation negli uffici stampa in Sicilia», il segretario regionale dell’Associazione Siciliana della Stampa Roberto Ginex chiede formalmente a Razza di inviare gli ispettori nell’Azienda ospedaliera Villa Sofia- Cervello «per verificare le procedure che hanno portato al mancato rinnovo, da parte del commissario Maurizio Aricò, del contratto del collega giornalista addetto stampa, che peraltro è un dirigente sindacale».

Ginex sottolinea: «All’indomani dell’incontro, a Palazzo d’Orleans, tra Associazione Siciliana della Stampa, Ordine dei Giornalisti di Sicilia con il presidente della Regione Nello Musumeci e con l’assessore alla Salute Ruggero Razza che ha posto le basi per la costituzione a settembre di un tavolo tecnico per mettere ordine agli uffici stampa, ecco che la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra e si assiste alla disinvoltura amministrativa da parte di un commissario che pretende lui stesso di fare le leggi, al posto di quelle che forse non gli piacciono».

Assostampa aggiunge: «Il commissario Aricò nei giorni scorsi ha messo alla porta il collega giornalista addetto stampa, in servizio da quattro anni in quanto vincitore di due selezioni pubbliche, malgrado avesse maturato i requisiti per accedere alle procedure di stabilizzazione ex articolo 20 comma 2 della normativa Madia, quindi attraverso una procedura concorsuale riservata. Al collega in possesso di un curriculum e di una storia professionale riconosciuta a tutti i livelli in Sicilia, alla scadenza contrattuale è stata negata la proroga finalizzata, sancita dalla stessa normativa Madia e da tutte le circolari assessoriali, nelle more di attivare la procedura di stabilizzazione, con la motivazione che i co.co.co. non sono più consentiti nella pubblica amministrazione».

L’Associazione siciliana della Stampa, nel chiedere con la massima urgenza l’intervento risolutivo dell’assessore Razza, ricorda al commissario Maurizio Aricò che non si trattava di un nuovo rapporto di lavoro, ma di una proroga finalizzata prevista per legge. «Sorprende il fatto- afferma Roberto Ginex- che in un’altra Azienda ospedaliera siciliana, nello stesso momento è stata bandita una selezione per addetti stampa con contratti di co.co.co., e stavolta si tratta davvero di un nuovo rapporto di lavoro».

Secondo Assostampa «le contraddizioni siciliane non finiscono qui: in merito alla stabilizzazione, già nei mesi scorsi a Catania e Siracusa due colleghi giornalisti addetti stampa sono stati legittimamente stabilizzati direttamente ex comma 1 della normativa Madia, a smentire anche chi riteneva che le stabilizzazioni dovessero riguardare solo il personale sanitario rientrante nei Lea».

«A Villa Sofia Cervello- sottolinea Ginex- le norme evidentemente vengono interpretate e applicate in maniera diversa come se ci fossero due Regioni Siciliane diverse e come se appartenessimo a due Sicilie diverse. Non è più percorribile la strada delle interpretazioni soggettive e autonome delle leggi adducendo motivazioni tecniche sulle singole esigenze e autonomie delle varie aziende, che stridono con i principi di uniformità, se non di equità, e finiscono per penalizzare oggi il collega più che titolato, la cui ineccepibile e più che efficace attività professionale è stata ampiamente riconosciuta sia all’interno dell’Azienda che fra i colleghi, e comunque i giornalisti in genere».

«Il tentativo del commissario Maurizio Aricò- aggiunge il segretario regionale Assostampa Siciliana- di mettere una pezza a questa già imbarazzante situazione, attraverso una procedura concorsuale lampo, a quanto pare naufragata per mancanza di copertura finanziaria, è l’ulteriore conferma di come in Sicilia la gestione amministrativa, soprattutto quando si tratta di giornalisti, sia frutto di ogni fantasiosa e approssimativa interpretazione fuori dalle logiche del buon senso, delle buone prassi, se non delle stesse norme».

Infine, l’Associazione Siciliana della Stampa denuncia:«Il commissario Aricò si è già adeguato all’abusivismo che registriamo nella professione, inviando una “nota informativa” a sua firma e quindi surrogandosi al ruolo del giornalista».

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