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Villa Sofia- Cervello, monta la protesta dei 23 esclusi dalla stabilizzazione: «Pronti ad azioni legali»

24 Dicembre 2016

La vertenza scaturisce dopo la firma del contratto per solo 15 dei 38 ex Lsu previsti in un primo tempo.

 

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PALERMO. «Si faccia chiarezza per assumere al più presto anche gli altri 23 lavoratori in forza all’Azienda Villa Sofia- Cervello». Lo sollecitano con un comunicato stampa gli stessi contrattisti, improvvisamente esclusi dalla stabilizzazione, prevista per 38 ex Lsu ed invece avvenuta almeno finora soltanto per 15 (leggi quiqui i precedenti due articoli di Insanitas sulla vicenda).

«Un’operazione che lascia l’amaro in bocca, considerato che quelli utilmente collocati in graduatoria dopo una selezione interna con prova di idoneità superata avevano già firmato, lo scorso 13 dicembre, il contratto che improvvisamente è stato congelato dal direttore generale senza una valida motivazione», si legge nel comunicato dei lavoratori.

Nei giorni scorsi il dg Gervasio Venuti aveva replicato sottolineando che lo stop alla firma dei contratti era stato deciso per approfondire i contenuti di una recente direttiva dell’assessore alla Salute, Baldo Gucciardi.

Successivamente, Villa Sofia- Cervello ha stabilito di procedere in questa fase alla stabilizzazione di 15 dei 38 contrattisti, da qui la protesta dei restanti 23, secondo i quali si tratta di «una decisione improvvisa e realmente immotivata, con l’ingiusta eventualità di una nuova selezione interna con spreco di ulteriori risorse economiche aziendali e per concorrere sempre per lo stesso numero di posti vacanti in organico e per la medesima categoria professionale».

Secondo i 23 contrattisti, «il provvedimento adottato dall’azienda ospedaliera il 7 dicembre aveva definito un iter amministrativo chiaro e trasparente, avallato dall’assessorato regionale per la Salute, ma improvvisamente tutto si è arrestato».

I lavoratori chiedono alla direzione aziendale «l’immediata convocazione per il perfezionamento del contratto» e sono determinati «a procedere, con ogni strumento legale, affinché si faccia chiarezza in questa assurda vicenda».

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