Villa Sofia-Cervello, il fiore all’occhiello del “Trauma Center”: ecco video e interviste

1 novembre 2018

Non solo percorsi virtuali e degenza in rianimazione, come accade negli altri reparti dedicati all’emergenza, ma ricovero direttamente nel centro. Le interviste video di Insanitas al direttore Antonio Iacono e a Dario Sajeva (direttore del reparto di chirurgia maxillo- facciale).

di Valentina Grasso

PALERMO. Un reparto interamente dedicato ai pazienti politraumatizzati, con posti letto dedicati a un’attenta monitorizzazione. Si tratta del Trauma Center di “Villa Sofia- Cervello”, caso unico nel  Mezzogiorno d’Italia, dove i pazienti del bacino assistenziale della Sicilia occidentale che hanno subito traumi maggiori, vengono seguiti per tutta la degenza fino alla dimissione.

Non solo quindi percorsi virtuali e degenza in rianimazione, come accade negli altri reparti dedicati all’emergenza, ma ricovero direttamente nel centro.

Trovano spazio anche quei pazienti che necessitano di assistenza, nonostante «inizialmente non sembrino meritevoli di attenzione o monitorizzazione particolari ma che nel giro di 24h si complicano», spiega Antonio Iacono, direttore del Trauma Center del presidio ospedaliero di “Villa Sofia”.

«Generalmente qui i pazienti subiscono una monitorizzazione da terapia intensiva dal punto di vista cardiorespiratorio e cardiocircolatorio. Alcune volte- continua Iacono- il paziente non ha necessità di essere collegato a una macchina in quanto riesce a respirare in maniera autonoma, ma presenta delle lesioni che richiedono una monitorizzazione cardiaca e ventilatoria nel senso che monitoriamo anche quei parametri come l’ossigenazione del sangue e nello stesso tempo il modo in cui ventila il paziente».

Ma spazio anche per i pazienti pediatrici. Non esiste infatti un reparto dedicato nello specifico ai piccoli traumatizzati ma nel centro di “Villa Sofia” «i più piccolini, molto critici perché hanno subito incidenti, vengono ricoverati e tenuti in osservazione», sottolinea Iacono.

Innovativa poi la procedura messa in atto nel centro. Di ascendenza militaresca, la damage surgery importata da Iacono nel Trauma Center di “Villa Sofia”, classifica in ordine di priorità e importanza i danni subiti dal politraumatizzato.

«Bisogna fare tutto ciò che in quel momento è necessario per salvare la vita del paziente. Non fare quindi- specifica il direttore- i trattamenti definitivi tutti insieme che si dimostrano spesso più di nocumento verso il trauma che di aiuto. Successivamente, quando vengono stabilizzati i parametri vitali, si può procedere ai trattamenti definitivi».

Una metodica a cui sono stati istruiti non solo i componenti dell’equìpe del reparto, ma anche oltre 1.000 professionisti in due anni tra Palermo e Trapani attraverso dei corsi dedicati.

Ricucita inoltre la collaborazione tra il reparto di chirurgia maxillo-facciale e il Trauma Center del nosocomio. «La partnership tra il Trauma Center e la chirurgia ricostruttiva della testa e del collo- spiega Dario Sajeva, direttore del reparto di chirurgia maxillo- facciale di “Villa Sofia- Cervello- è molto importante per il paziente. Il ruolo del chirurgo maxillo-facciale nel trattamento di un traumatizzato è rilevante quanto quello degli altri componenti del team, ma rappresenta uno dei primi interventi perché gran parte dei traumi oggi coinvolgono l’estremo cefalico».

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