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Villa Sofia-Cervello, altri due casi di Coronavirus: un paziente e un dipendente

4 Settembre 2020

Stavolta i contagiati rispettivamente in Chirurgia Maxillo-Facciale e in Pediatria. Si è riunita l'Unità di crisi aziendale, ecco le decisioni. Intanto dal sindacato Cimo vanno all'attacco.

 

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PALERMO. Dopo quello del paziente di Neurologia, ci sarebbero altri due casi di Coronavirus a Villa Sofia-Cervello. Si tratterebbe di un dipendente che lavora in Pediatria al Cervello e di un paziente della Chirurgia Maxillo-Facciale di Villa Sofia, in procinto di essere operato. A quanto pare sono in corso i tamponi sui pazienti e sugli operatori sanitari di entrambe le Unità operative.

Ieri dal sindacato Cimo era stato reso noto il caso del paziente positivo in Neurologia e il direttore generale Walter Messina aveva sottolineato che tutti i tamponi effettuati sui pazienti del reparto hanno dato esito negativo. Inoltre relativamete alla verifica sugli operatori del reparto e su operatori di altre UO di supporto i tamponi processati fino ad ieri sera hanno dato tutti esito negativo.

AGGIORNAMENTO ore 13.15: contattato da Insanitas, il dg Messina sottolinea che «in relazione al riscontro di due nuovi casi di persone positive presso il P.O. Cervello (operatore sanitario) e presso il P.O. Villa Sofia (un paziente precedentemente negativo poi positivizzato), sono in corso tutti gli accertamenti necessari per i pazienti ed il personale. Il riscontro di alcuni casi di positività è secondario all’attuale reinnalzamento del picco pandemico. L’enorme sforzo profuso dal personale e dal Laboratorio Covid sta consentendo di identificare precocemente soggetti positivi o ​ positivizzatisi dopo un tampone negativo. È attualmente in corso una riunione dell’unità di crisi».

AGGIORNAMENTO ore 15.00: si è riunita oggi l’Unità di crisi di Villa Sofia-Cervello. Oltre alle attività già poste in essere, relative alle sanificazioni dei locali e all’effettuazione di tamponi a pazienti ed operatori, sono state pianificate e saranno a breve attuate la chiusura dell’accesso alle visite ai degenti e la riapertura di un’Unità Operativa dedicata ai pazienti con infezione da SARS coV2 (che si affianca alla U.O. di Malattie Infettive ed alla U.O. di Terapia Intensiva, da mesi operative).

È in corso inoltre la pianificazione della rimodulazione dell’assetto del Pronto soccorso del P.O. Cervello, che a breve sarà nuovamente dedicato ai pazienti con infezione sospetta o conclamata.

LA NOTA DEL SINDACATO CIMO

Ieri il segretario aziendale Cimo, Giuseppe Bonsignore, ha inviato una nota ai vertici di Villa Sofia-Cervello e per conoscenza all’assessore Razza per denunciare criticità relative alle attività ambulatoriali durante l’emergenza Covid.

Nel documento si legge: «In considerazione della ripresa della pandemia Covid 19 e del nuovo incremento del numero dei soggetti contagiati, vista la compressione delle attività ambulatoriali, soprattutto presso il P.O. Villa Sofia ma anche al P.O. Cervello, si segnala l’elevato rischio che comporta l’accesso di pazienti ambulatoriali presso locali contigui o annessi ai Reparti di degenza, stante l’impossibilità di controllo sulla eventuale positività degli stessi soggetti e/o dei loro accompagnatori».

Bonsignore sottolinea: «Inoltre, nella maggior parte dei casi non sussiste, per evidenti limiti strutturali, la possibilità di percorsi differenziati tra questi soggetti (pazienti ambulatoriali e accompagnatori) e la restante platea di coloro che accedono ai locali dei Reparti di degenza (visita parenti e operatori sanitari). Non è infrequente che gli operatori sanitari in servizio si trovino fianco a fianco, nei corridoi, nelle scale di accesso, negli ascensori, con soggetti estranei sulla cui eventuale positività al Coronavirus nulla è dato sapere».

Al fine di ridurre il rischio di contagio nei confronti degli operatori sanitari e dei i pazienti ricoverati, Cimo chiede di attuare le seguenti iniziative:

a) Limitare al minimo o, ancor meglio, sospendere temporaneamente la visita parenti presso i locali di degenza dei due Presidi Ospedalieri;

b) Trasferire tutte le attività ambulatoriali che è possibile spostare dai due PP.OO. al plesso CTO dove insistono locali sottoutilizzati e dove potrebbe essere possibile creare percorsi differenziati stante l’assenza di pazienti ricoverati.

Inoltre il sindacato dei medici contesta la scelta del CTO come futuro Polo Infettivologico: «Appare la meno felice tra quelle che potevano essere adottate, dal momento che all’interno della stessa Azienda Villa Sofia-Cervello si sarebbe potuto optare per i locali inutilizzati di via Ingegneros o per altri locali cittadini (ad esempio la ex Casa del Sole). Si invita la Direzione Strategica aziendale e l’Assessorato Regionale della Salute a riconsiderare la scelta fatta prima che possano aver inizio i lavori di ristrutturazione del CTO medesimo e di considerare prevalente la riduzione del rischio clinico che comporterebbe lo spostamento di molte attività ambulatoriali presso lo stesso plesso».

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