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Via libera da Roma alla nuova rete ospedaliera siciliana? Il ministro Grillo non conferma

In un post su Facebook afferma: «Il nostro parere positivo è condizionato all'adempimento di una serie di azioni fondamentali». Il M5S all'Ars va all'attacco ma l'assessore Razza replica: «Avevo già sottolineato che ci sono alcune indicazioni da recepire».

Tempo di lettura: 2 minuti

«Apprendo dalla stampa che la Regione Siciliana avrebbe ottenuto da questo ministero e dal ministero dell’Economia un via libera incondizionato al Piano ospedaliero presentato dall’assessore alla Salute, Ruggero Razza, in attuazione del DM 70. Mi spiace non confermare queste notizie».

Lo scrive su facebook il ministro della Salute, Giulia Grillo, aggiungendo: «Il nostro parere positivo è condizionato all’adempimento di una serie di azioni fondamentali che riguardano per esempio i pronto soccorso, i punti nascita e la rete dell’emergenza territoriale, senza le quali non può esserci alcun via libera, perché sono condizione fondamentale per la qualità del servizio e la sicurezza delle cure per i cittadini. Non parliamo di dettagli ma di sostanza».

Infine, il ministro afferma: «Gli ospedali e tutta la sanità sono una cosa seria, non possiamo accettare annunci tanto baldanzosi quanto infondati, che creano illusioni ai cittadini, che oggi più che mai hanno bisogno di concretezza e non di promesse».

Intanto il capogruppo all’Ars del M5S, Francesco Cappello, va all’attacco: «Altro che ok per la rete ospedaliera. Se il governo regionale non mette le urgentissime le toppe richieste dal governo nazionale rischia la clamorosa bocciatura da Roma». Ed inoltre annuncia una mozione di sfiducia nei confronti di Razza per chiederne le dimissioni.

La replica dell’assessore Ruggero Razza a Cappello: «Mi spiace che non sia stato informato delle dichiarazioni da me rilasciate ieri alla stampa. Ho detto, infatti, che- come comunicato con trasmissione ufficiale del verbale del tavolo Dm70- è stato chiesto alla Sicilia di adottare l’atto di programmazione della Rete entro il 15 gennaio e che, esattamente come avvenuto con lo scorso decreto del 2017, il documento si accompagnerà con il suo cronoprogramma di attuazione a 18 mesi, secondo le indicazioni fornite dal Ministero. Riusciamo per una volta ad evitare le polemiche? O dobbiamo proprio farci del male?».

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