Veterinari siciliani convenzionati, l’appello all’Ars: «Siano riconosciuti i nostri diritti»

9 Dicembre 2019

Si è tenuta presso la Commissione Sanità un’audizione sulle problematiche denunciate dai medici specialisti di Asp e Istituti zooprofilattici.

 

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Si è tenuta presso la Commissione Sanità dell’Ars un’audizione in ordine alle problematiche dei medici veterinari specialisti di Asp e Istituti zooprofilattici siciliani.

Gli autori della protesta, che già nei giorni scorsi avevano manifestato davanti all’assessorato alla Salute per sollecitare il passaggio a 38 ore settimanali, affermano: «La Commissione presieduta da Margherita La Rocca Ruvolo, come già accaduto nel corso dell’audizione del febbraio 2018, si è mostrata costernata nell’apprendere come, a distanza di circa due anni, nulla sia cambiato relativamente alle istanze rivolte dai medici veterinari specialisti ambulatoriali siciliani».

I veterinari in una nota sottolineano: “Dopo la trasformazione e il passaggio alla specialistica convenzionata, da troppo tempo la situazione dei medici veterinari convenzionati siciliani permane irragionevolmente immutata, a fronte delle persistenti esigenze del territorio, inerenti la necessità di garantire dovutamente i criteri di sicurezza alimentare imposti dalla vigente normativa nazionale e comunitaria”.

Ed ancora: “Siamo dispiaciuti per l’assenza in audizione dell’Assessore Razza o di un suo delegato, come già avvenuto durante la manifestazione del 20 novembre, nonostante dopo vari incontri in consessi pubblici avesse lasciato intendere potersi intraprendere un percorso condiviso e costruttivo, finalizzato a garantire l’erogazione dei pertinenti livelli essenziali di assistenza e, al contempo, risolvere le problematiche della categoria, similmente a quanto posto in essere nella altre regioni d’Italia aventi problematiche assimilabili”.

La categoria dei Medici Veterinari Specialisti Ambulatoriali, rappresentata dai Coordinatori Regionali Sumai, Uil Fpl, Fespa, Cisl medici e da un rappresentante per l’area dell’IZS, non esclude la possibilità di ricorrere “a legittime forme di protesta per vedere riconosciuto il proprio ruolo determinante in seno alla Sanità Pubblica Veterinaria, a tutela della salute dei cittadini e nell’interesse dell’indotto economico che orbita nell’ambito della filiera agro-zootecnica”.

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