Veterinari delle Asp siciliane, l’appello: «Le ore di lavoro siano aumentate a 38 settimanali»

20 Novembre 2019

A Palermo davanti l’assessorato regionale alla Salute si sono radunati un centinaio di veterinari dell’aziende sanitarie provinciali e degli istituti zooprofilattici. Chiesti pure nuovi concorsi con una quota di riserva.

 

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PALERMO. Davanti la sede dell’assessorato regionale alla Salute si sono radunati un centinaio di veterinari delle Asp e degli istituti zooprofilattici siciliani.

L’obiettivo della protesta, annunciata nei giorni scorsi da Insanitas (veterinari convenzionati sul piede di guerra: lesa la nostra dignità professionale) è  porre l’attenzione su un’annosa questione contrattuale che, da quasi vent’anni, ruota attorno a 347 di questi professionisti.

«La manifestazione odierna trae origine dalla discriminazione alla quale gli specialisti ambulatoriali siciliani vengono sottoposti rispetto a quello che succede nelle altre Regioni italiane –spiega Massimo Venza responsabile regionale della “Uil Fpl Area Medica – Veterinaria” – Noi siamo nati da un’esperienza libero professionale tra il 2001 e il 2002 con degli incarichi che contavano un monte di 24/30 ore settimanali. Con il decreto assessoriale del 2009, contestualmente alla contrattualizzazione interna, ci sono state dimezzate le ore di lavoro. Non si capisce perché nel resto d’Italia si incrementano le ore della specialistica e qui, invece, si usano dei surrogati illegittimi e non in linea con le condizioni contrattuali».

I manifestanti hanno chiesto invano di essere ricevuti dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che ha fatto sapere di essere fuori sede.

I medici veterinari presenti a Palermo, in Piazza Ziino, sono stati già stabilizzati a tempo indeterminato, ma non ritengono sufficienti le 6/7 ore settimanali per cui vengono chiamati a lavorare, sia perché non riescono a svolgere le loro mansioni secondo determinati standard di qualità, sia per una questione puramente economica.

«L’incremento orario che rivendichiamo si rivela determinante per poter parlare di una vera e propria stabilizzazione e non solo di un part time – afferma Catia Scollo, coordinatore regionale per l’area medico veterinaria di “Fespa” (Federazione degli Specialisti Ambulatoriali)- Chiediamo inoltre che vengano banditi dei nuovi concorsi pubblici, dando così vita allo sblocco delle assunzioni in questo settore, tenendo conto del “D.Lgs. 502” del 1992 il quale prevede una quota di riserva (circa il 40%) per accedere ai concorsi pubblici della dirigenza».

Tale richiesta nasce dal fatto che i posti dirigenziali sono accessibili solo tramite un concorso pubblico, per cui l’esperienza che loro hanno maturato in questi anni non conterebbe nulla. La risoluzione della vicenda appare lontana e per nulla facile, ma richiede di essere ricercata in breve tempo, soprattutto per chiarezza nei confronti dei giovani veterinari che sperano di intraprendere questa carriera nel settore pubblico siciliano. La protesta è stata sostenuta anche dalla Fp Cgil Palermo.

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