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ASP e Ospedali

Dopo l'incontro in assessorato

Vertenza sulla stabilizzazione dei 651 precari dell’Asp di Palermo, i sindacati fanno fronte comune

Si dicono "insoddisfatti" dopo l'ultimo vertice in assessorato alla Salute ed annunciano nuove iniziative di protesta condivise.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. «L’incontro si è concluso con l’insoddisfazione totale di tutte le organizzazioni sindacali e dell’intera RSU». Lo scrive in una nota la Fials dopo un vertice nella sede dell’assessorato alla Salute, sottolineando che alla fine è stata convocata per il primo ottobre un’assemblea per decidere  quali altre iniziative intraprendere sulla vertenza relativa alla stabilizzazione dei 651 Contrattisti ex LSU dell’Asp di Palermo.

Erano assenti sia l’assessore Ruggero Razza (sostituito da una rappresentanza a cui è stata conferita delega) che i rappresentanti dell’Asp di Palermo.

I sindacati hanno ribadito la richiesta di stabilizzare secondo la normativa vigente (la Legge “Madia” e successive circolari). «La risposta ottenuta dall’assessorato è stata che si è provveduto a chiedere parere all’Avvocatura di Stato per verificare se la “Madia” è applicabile ai contrattisti dell’Asp di Palermo e che si è in attesa di una risposta», scrive la Fials.

Ed aggiunge: «Inoltre l’assessorato ha informato che nelle more dell’ottenimento del parere, avrebbe fatto pressioni all’amministrazione dell’Asp di Palermo per pubblicare il bando per 94 posti già vuoti all’interno della vecchia Dotazione Organica e che altri 50 circa si sarebbero liberati nel triennio fino al 2020»

Poi il sindacato passa all’oggetto del contendere: «L’assessorato sta provvedendo alla costituzione di un tavolo tecnico, tuttavia non per la stabilizzazione presso la stessa ASP di Palermo. Vorrebbe identificare un contenitore (Società Partecipata) verso cui potere “dirottare” i lavoratori per farli assumere in pianta stabile a tempo indeterminato, acquisendoli sotto il capitolo di beni e servizi che dovrebbero essere finanziati da parte della stessa Asp».

E qui, appunto, è scoppiato il caso: «Su questa seconda ipotesi tutte le organizzazioni sindacali e la RSU hanno rigettato la proposta  ritenendola improponibile, poiché le somme per la spesa di questo personale sono già state storicizzate all’interno dell’ASP non superando il tetto di spesa, inglobando il personale nel fabbisogno e non già nella Dotazione Organica. Per cui l’operazione del trasferimento alla RESAIS (Ente già in via di disfacimento) od alla Sas (Società Partecipata Regionale) non sarebbe una stabilizzazione così come previsto dalla Legge, bensì un trasferimento di personale e risorse economiche che aumenterebbe i costi della loro gestione, privando i contrattisti del diritto alla Cittadinanza di Lavoratori dell’ASP acquisita nel corso di 25-30 anni».

Ecco, quindi, “l’insoddisfazione dei sindacati”. Dalla Fials-Confsal annunciano: «Rinunciamo alle nostre singole azioni di lotta, compreso lo sciopero già indetto per il 2 e 3 ottobre. Ci uniformeremo, infatti, alle decisioni che verranno assunte nel corso dell’Assemblea RSU dell’01 Ottobre ed aderiamo, fin da subito, a tutte le iniziative di lotta che verranno individuate dall’Organismo Unitario grazie alla ritrovata unità sindacale».

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