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L'annuncio del Nursind

Vertenza al Policlinico di Catania, dopo la protesta dei sindacati ecco un vertice in prefettura

Sotto accusa soprattutto la carenza di personale. Il Nursind: «Accetteremo solo risposte concrete, altrimenti siamo pronti ad altre iniziative per difendere i diritti dei lavoratori».

Tempo di lettura: 2 minuti

CATANIA. La vertenza del Policlinico di Catania finisce in Prefettura. Giovedì la Direzione generale è stata convocata e dovrà motivare il proprio operato dopo le dure proteste dei sindacati che hanno puntato l’indice soprattutto contro la carenza di personale ormai cronica in alcuni reparti.

Il Nursind, rappresentato in azienda da Marco Di Bartolo, spiega che «quasi tutti i reparti hanno problemi di organico, in media stimiamo che manchi il 25 per cento dei dipendenti previsti dal fabbisogno. Ad esempio l’Unità di terapia intensiva neonatale del presidio Rodolico dovrebbe contare su 43 unità tra infermieri e operatori sociosanitari e invece ne ha 33».

Gli infermieri a dicembre avevano proclamato lo stato di agitazione al Vittorio Emanuele anche per tutta una serie di altri problemi irrisolti. Tra questi, scrivono dal Nursind, «la mancata applicazione del contratto e di istituti come i tempi di vestizione e consegne, la violazione accordo su parcheggi riassegnando 130 posti, il mancato controllo sullo straordinario che aveva portato all’esaurimento del fondo retribuzione stato di agitazione del personale, col mancato pagamento degli straordinari di ottobre-dicembre 2018 e dicembre 2017».

Il sindacato degli infermieri contesta pure «il taglio delle ore dei sociosanitari dei reparti che sono l’unico aiuto agli infermieri già sotto pressione per la cronica mancanza di personale, la mancata applicazione della procedura Peo per attribuire le fasce a più della metà del personale avente diritto, e infine il pensionamento di oltre 40 sociosanitari che non sono stati sostituiti».

Giovedì la prefettura ha convocato la Direzione generale. «Accetteremo solo risposte concrete- dice il Nursind- In caso contrario il 2019 sarà un anno di lotta con gli infermieri in prima linea per difendere i diritti di tutti i lavoratori».

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