Dal palazzo

Triennio 2019-2021

Valutazione Agenas, ecco “promossi” e “bocciati” tra gli ospedali siciliani

L'Arnas Garibaldi guidato da De Nicola ottiene il risultato migliore, positivo pure il Policlinico di Messina. Meno bene, tra gli altri, Arnas Civico e Villa Sofia Cervello.

Tempo di lettura: 5 minuti

Ieri l’AGENAS ha presentato per la prima volta il nuovo modello di valutazione multidimensionale della performance manageriale nelle Aziende Ospedaliere pubbliche. In particolare, l’analisi ha riguardato 53 strutture distribuite in tutto il paese e suddivise in due categorie: Aziende Ospedaliere e ARNAS (23 in tutto) e Policlinici Universitari (30 in tutto). Inoltre, per entrambe le categorie, è stata prevista un’ulteriore differenziazione a seconda dei posti letto disponibili, (strutture con più di 700 posti letto e strutture con meno di 700 posti letto). Successivamente la valutazione interesserà anche le Aziende sanitarie territoriali (le ASP).

L’Agenzia, si legge in un comunicato stampa diffuso oggi, ha valutato la capacità di conseguire obiettivi assistenziali (in particolare gli esiti delle cure e l’accessibilità ai servizi) coerentemente con le risorse disponibili (di tipo finanziario, professionale e tecnologiche).

La metodologia adottata ha visto l’individuazione di cinque aree di performance:
1. Accessibilità;
2. Governance dei processi organizzativi;
3. Sostenibilità economico-patrimoniale;
4. Personale;
5. Investimenti.

Per valutare ciascuna di queste aree sono stati valutati una serie di indicatori. Ad esempio, per valutare l’accessibilità sono stati valutati (fra gli altri) anche questi indicatori: i tempi di attesa al pronto soccorso, i tempi di attesa per alcuni degli interventi chirurgici più importanti o diffusi, come ad esempio alcuni tipi di tumore (alla mammella, alla prostata, al colon etc.). Per quanto riguarda la governance sono stati valutati l’appropriatezza dei ricoveri, l’attrattività (in termini di mobilità attiva) e l’efficienza (in termini di numero di interventi per sala operatoria, ad esempio, o la degenza media preoperatoria).

Per quanto riguarda gli investimenti sono stati valutati gli incrementi di immobilizzazioni e la vetustà o obsolescenza di apparecchiature e macchinari. Per quanto riguarda il personale sono state valutate non solo le dotazioni organiche di medici e infermieri per posto letto, ma anche l’andamento delle assunzioni e l’incidenza dei costi di formazione. Infine, per quanto riguarda la sostenibilità economico patrimoniale sono stati presi in esame diversi indicatori, fra cui il costo medio per giornata di degenza, i margini realizzati con l’attività intramoenia, i livelli di solvibilità (giornate di durata dei debiti verso fornitori), la capacità di gestione dei rischi, la gestione del magazzino, l’incidenza dei costi operativi, l’incidenza dei ricavi da prestazioni, il margine della c.d. gestione caratteristica e l’incidenza della gestione straordinaria.

L’analisi- che riguarda il triennio 2019, 2020 e 2021– è disponibile attraverso il Portale AGENAS della performance (CLICCA QUI).

In definitiva delle 53 aziende analizzate 9 hanno mostrato livelli di performance elevati, si tratta degli ospedali universitari Senese (Siena), Careggi (Firenze); Pisana (Pisa), Padova, Integrata Verona e Policlinico Sant’Orsola (Bologna); e gli ospedali S. Croce e Carle (Cuneo), Riuniti Marche Nord e Ordine Mauriziano (Torino). 12 hanno mostrato livelli di performance bassi: l’ospedale Cosenza San Pio (Benevento), gli ospedali Sant’Anna e San Sebastiano (Caserta), gli Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello (Palermo), l’Ospedale Civico (Palermo), l’Ospedale Cannizzaro (Catania), il San Giovanni Addolorata (Roma), il San Camillo Forlanini (Roma); e i policlinci Luigi Vanvitelli (Napoli), San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona (Salerno), Mater Domini (Catanzaro) e Policlinico Umberto I (Roma). Gli altri 32 mostrano livelli di performance medi.

AZIENDE OSPEDALIERE E POLICLINICI IN SICILIA

Secondo l’analisi dell’AGENAS, relativa all’ultimo anno disponibile nella piattaforma delle performance (il 2021) ecco come si posizionano gli 8 ospedali siciliani oggetto di valutazione.

 

L’ANALISI DEGLI OSPEDALI SICILIANI A SEGUITO DEI DATI AGENAS

Considerando il ranking complessivo (frutto di un incrocio dei dati, realizzato da Dataroom, con il Piano Nazionale Esiti) fra tutti è l’ARNAS Garibaldi quello che ottiene il risultato migliore. Nel triennio 2019 – 2021, che coincide sostanzialmente con la nuova governance affidata al manager Fabrizio De Nicola (nella foto). In particolare, nel 2021 supera la soglia della qualità media in quattro dei cinque gli indicatori. Solo l’indicatore sul personale e appena sotto la media, sono invece di poco sopra la soglia media gli indicatori sul livello degli investimenti e sui processi organizzativi. Ampiamente sopra la media il dato relativo all’accessibilità, mentre l’indicatore sulla sostenibilità economica e patrimoniale sfiora il livello alto.

Buone anche i dati del Policlinico “Gaetano Martino” di Messina, dove spicca soprattutto la capacità di investimenti che nel 2021 supera il livello “alto” e tende al “molto alto”, mentre tutti gli altri indicatori superano tranquillamente il livello medio.

Anche il Policlinico di Palermo mostra capacità di investimento che superano il livello alto e tendono al livello molto alto ma, di contro, gli indicatori sull’accessibilità e sulla governance dei processi organizzativi non raggiungono il livello medio. Il Policlinico Rodolico San Marco di Catania supera il livello medio nell’indicatore che riguarda le politiche del personale mentre si avvicina ad un livello alto per quanto riguarda la sostenibilità economica e patrimoniale. Sotto la media gli altri indicatori. Gli ospedali palermitani Arnas Civico e Villa Sofia Cervello superano (abbondantemente) la media solo nell’indicatore relativo alla sostenibilità economica e patrimoniale, mentre tutti gli altri indicatori si attestano su un livello basso.

Il Cannizzaro di Catania supera il livello medio nell’indicatore relativo alla governance dei processi organizzativi e si avvicina al livello alto nella sostenibilità economica e patrimoniale, ma è lontana dal livello medio negli altri tre indicatori. Il Papardo di Messina si avvicina al livello alto nella sostenibilità economica e patrimoniale, supera il livello medio nell’accessibilità e nella governance dei processi organizzativi, si avvicina ma non raggiunge il livello medio nelle politiche del personale e rimane in ritardo nell’indicatore sugli investimenti.

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