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Coronavirus

Vaccino Pfizer Biontech, vi spiego com’è fatto e come funziona

Uno studio americano dimostra: "Su 1,9 milioni di vaccinati sono stati registrati solo 8 eventi avversi seri. Lo 0,0004% dei casi"

Tempo di lettura: 4 minuti

Io mi sono vaccinato! Spero che tutti gli operatori sanitari possano farlo al più presto sia per proteggere se stessi che le persone che assistono. Lo stesso dicasi per tutti coloro che a qualsiasi titolo lavorano nelle case di cura e negli ospedali. Non dobbiamo più vedere focolai epidemici negli ospedali o nelle case di riposo dove sono ospitate le persone più fragili!

Il vaccino è l’unica strategia applicabile per fermare la pandemia. Il vaccino è sicuro anche per le persone immunodepresse o che soffrono di altre patologie. Il vaccino non contiene nessuna sostanza allergizzante. Il vaccino funziona. Chi si vaccina sarà protetto dalla malattia.  Esistono diverse tipologie di vaccino anti SARS-CoV-2. Parliamo del Comirnaty quello oggi disponibile prodotto dalla Pfizer Biontech

Il vaccino è costituito da mRNA (RNA messaggero) incapsulato in liposomi (nanoparticelle di grasso). L’mRNA è stato prodotto in laboratorio (senza utilizzare cellule animali, batteri o virus) mediante trascrizione in vitro dal corrispondente DNA stampo, che codifica per la proteina virale spike di SARS-CoV-2. I liposomi cono costituiti da 4 molecole di grasso fra cui il colesterolo e il polietilenglicole. Grazie a tali particelle di grasso l’mRNA viene protetto dalla degradazione e può penetrare all’interno delle cellule umane. È presente pure uno zucchero, il saccarosio che impedisce alle molecole di grasso di aggregarsi fra loro alle basse temperature necessarie alla conservazione del vaccino e alcuni sali (potassio cloruro, potassio diidrogeno fosfato, sodio cloruro, fosfato disodico diidrato) necessari a mantenere il pH (il grado di acidità) uguale a quello del nostro corpo. Il vaccino non contiene proteine dell’uovo (presenti in altri vaccini) né cellule né batteri, né virus, né porzioni di virus e non è stato ottenuto utilizzando colture cellulari. Il vaccino non contiene nemmeno alluminio o mercurio utilizzati in altri vaccini per rafforzarne la risposta immunitaria. I liposomi vengono utilizzati da tanto per veicolare alcuni farmaci all’interno delle cellule e ne vengono impiegati “quantità industriali”

In buona sostanza il vaccino non contiene virus o frammenti di virus o altri microrganismi e non vi è quindi il pericolo che soggetti immunodepressi possano, a causa del vaccino ammalarsi. L’mRNA è labilissimo, tende a degradarsi prestissimo, non è capace di penetrare nel nucleo della cellula e non vi quindi la più lontana possibilità che possa interagire col DNA delle cellule umane. L’mRNA servirà per far produrre alle cellule umane le proteine virali che una volta liberate andranno a stimolare il nostro sistema immunitario facendo si che si sviluppi la risposta anticorpale e cellulo-mediata nei confronti del virus.

Il vaccino è stato prodotto in tempi record. Questo è stato possibile grazie alla mole di studi eseguiti in tutto il mondo con dispiegamento di ricercatori e di risorse. Il primo passo è stato conoscere la sequenza genetica da utilizzare come stampo per l’mRNA. Il tutto è stato avvantaggiato dal fatto che studi simili erano stati fatti per gli altri 2 coronavirus che ultimamente avevano provocato epidemie quello della SARS e quello della MERS. Inoltre molti volontari hanno aderito rapidamente alla sperimentazione ed ancora, le fasi 2 e 3 della sperimentazione, in considerazione anche della altissima tollerabilità e della necessità di fare in fretta, sono state fatte in parte coincidere. Infine le agenzie regolatorie FDA e EMA hanno proceduto con la massima celerità.

Lo studio randomizzato controllato verso placebo pubblicato sul NEJM in cui sono stati arruolate circa 44.000 persone, di cui la metà ha avuto inoculato il vaccino e la metà il placebo ha evidenziato come i non vaccinati avessero contratto la malattia in 162 casi, mentre i vaccinati solo in 8 (efficacia del 95%) (vedi Figura).

Gli eventi avversi più frequenti sono stati dolore a breve termine, da lieve a moderato al sito di iniezione, affaticamento e cefalea. Effetti indesiderati non comuni sono stati ingrossamento dei linfonodi, senso di malessere, dolore agli arti, insonnia, prurito nel sito di iniezione.

Il “Centers for Disease Control and Prevention” degli Stati Uniti d’America ha recentemente pubblicato i primi dati sulla vaccinazione anti-SARS-CoV-2. Su 1,9 milioni di vaccinati sono stati registrati solo 8 eventi avversi seri. Tutti guariti entro 24 h. Lo 0,0004% dei casi.  Di fronte a questi dati e al numero dei morti che abbiamo avuto in Italia e che continuano ad esserci ogni giorno in tutto il mondo nessun medico può mostrare la ben che minima esitazione! L’esitazione nei confronti delle vaccinazioni ha alla base, quando si è in buona fede, la paura delle complicanze del vaccino che nel caso specifico per fortuna non ci sono.

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