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Dal palazzo

La nota della Fsi-Usae

Vaccino obbligatorio per gli operatori sanitari, la Fsi-Usae: «Decreto da revocare»

Dopo il Nursind e la Fials, interviene pure la Fsi Usae.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Continua a far discutere l’obbligo della vaccinanzione antifluenzale per gli operatori sanitari siciliani, previsto da un decreto a firma di Ruggero Razza.

Dopo il Nursind e la Fials, interviene pure la Fsi Usae: «Auspichiamo che l’Assessorato Regionale della Salute revochi, in tempi celeri, tale provvedimento, aderendo all’orientamento espresso dai Giudici amministrativi».

Dal sindacato sottolineano di avere inviato all’assessorato alla Salute e, per conoscenza, al Presidente della Regione- una nota di contestazione contro quel provvedimento che nell’ambito della “campagna di vaccinazione antinfluenzale 2020/2021”, ha introdotto l’obbligo della vaccinazione antinfluenzale “anche” a tutto il personale sanitario e sociosanitario operante in ambito regionale, pena il divieto di accesso ai rispettivi luoghi di lavoro”.

Secondo la Fsi-Usae “trattasi, infatti, di una misura che, al di là della sua ragionevolezza, esula dalla sfera di competenza regionale, sì come, di recente confermato, dal TAR Lazio, con sentenza n.10048/20, che ha annullato l’ordinanza con la quale il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, lo scorso 17 aprile aveva disposto l’obbligatorietà di tale trattamento sanitario”.

I Giudici del Tar sottolineano che “la normativa emergenziale COVID non ammette simili interventi regionali in materia di vaccinazioni obbligatorie … l’ordinamento costituzionale non tollera interventi regionali di questo genere”.

Tuttavia, dal sindacato sottolineano: “Posto, dunque, che la decisione di sottoporsi al trattamento sanitario di cui si discute dev’essere libera e, di certo, non obbligatoria, si evidenzia, purtuttavia, come recenti studi clinici e di sorveglianza farmacologica, “raccomandino” il vaccino antinfluenzale in quanto misura idonea a combattere direttamente il Coronavirus. Oltre a ridurre la circolazione dell’influenza e ad arginare le conseguenze di Covid-19, eviterebbe, altresì, il decongestionamento delle strutture sanitarie regionali, in quanto, agevolerebbe le c.d. “diagnosi differenziali”, distinguendo i sintomi dell’influenza stagionale (che in questo modo non dovrebbe sorgere proprio per via della predetta vaccinazione obbligatoria) da quelli del SARS-Cov-2″.

I componenti della Segreteria Regionale Fsi-Usae Pier Paolo di Marco, Salvatore Ballacchino, Salvatore Bracchitta, Renzo Spada, Maurizio Cirignotta, Salvatore Di Natale e Calogero Coniglio invitano, pertanto, in quanto soggetti maggiormente esposti a rischio contagio Covid, a valutare, con dovizia di particolari, l’opportunità di eseguire o meno il vaccino antinfluenzale, soprattutto in previsione di una possibile seconda ondata dell’epidemia.

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