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Vaccino anticovid italiano, entra sempre più nel vivo la sperimentazione

Potrebbe essere disponibile già dalla fine dell’estate, come dichiarato dalla Presidente dell’azienda di Castel Romano. Il prof. Cascio: «Anche a Palermo stiamo procedendo spediti». Reithera si è proposta per sviluppare pure vaccini ad mRNA.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Entra sempre più nel vivo la sperimentazione del vaccino italiano anticovid Reithera che potrebbe essere disponibile già dalla fine dell’estate, come dichiarato dalla Presidente dell’azienda di Castel Romano, Antonella Folgori, secondo cui lo studio procede a pieno ritmo: «Reithera conferma di essere fortemente impegnata nella fase 2-3 della sperimentazione clinica, avviata lo scorso mese, del vaccino GRAd-COV2 contro COVID-19 basato sulla tecnologia proprietaria dell’adenovirus isolato dal gorilla, una tecnologia simile a quella di altri vaccini già approvati dall’Agenzia europea per i medicinali e, se la sperimentazione procederà secondo i piani, stimiamo di portarla a termine dopo l’estate- dichiara- Il disegno dello studio di fase 3 dovrà adattarsi ad un contesto sanitario, epidemiologico e sociale in rapida evoluzione e ReiThera si avvarrà del parere e delle linee guida dettate dalle agenzie regolatorie. I dati preliminari di sicurezza ed immunogenicità generati nelle prime settimane dopo la vaccinazione saranno valutati da un comitato indipendente al fine di promuovere l’espansione alla successiva fase 3».

«Anche a Palermo stiamo procedendo spediti con la sperimentazione e stiamo terminando con le seconde dosi, dopodiché inizierà la fase di monitoraggio e controllo, verificando tutto man mano. Per fortuna noi non abbiamo avuto eventi avversi importanti, qualche segnalazione blanda ma nulla di particolare, e ci auguriamo di riuscire a finire con successo la sperimentazione entro l’anno prossimo», ha riferito l’infettivologo Antonio Cascio (nella foto di Insanitas), Direttore della UOC di “Malattie Infettive e Tropicali” referente per la sperimentazione del nuovo vaccino presso il Policlinico “Giaccone” di Palermo.

Parallelamente allo sviluppo del vaccino che utilizza l’adenovirus inattivato come vettore, Reithera si è proposta per sviluppare anche vaccini ad mRNA: «Nel quadro di uno sforzo stimolato e sostenuto anche dal Governo Italiano affinché sia più ampia e solida la capacita produttiva di vaccini nel nostro paese, Reithera può mettere a disposizione il proprio know how e la propria capacità produttiva per rispondere positivamente ad eventuali richieste di produzione di uno dei vaccini Covid-19 già approvati (di tipo mRNA e adenovirus) e distribuiti anche in Italia, sia nel sito di Castel Romano sia attraverso collaborazioni esterne, così come già fa da tempo per altri vaccini- ha comunicato la stessa azienda- A testimonianza del forte impegno nello sviluppo del proprio vaccino GRAd-COV2, la Società ha investito già dal 2020, sull’espansione della officina farmaceutica di Castel Romano attraverso la realizzazione di una nuova area di produzione su larga scala equipaggiata con bioreattori con una capacità complessiva di 3000 litri ed un potenziale produttivo annuo tra 50 e 100 milioni di dosi».

«L’azienda pensa di produrre anche il vaccino usando la tecnologia dell’RNA messaggero, li produrrà entrambi e sta già cominciando ad investire sui macchinari- riferisce il professore Cascio- La tecnologia ad mRNA c’è già, per cui si tratta di riprodurla, dotandosi degli strumenti adatti. La realizzazione e la sperimentazione del prodotto dovrebbero andare veloci, però, è ovvio che i mesi passeranno, non credo che se ne possa parlare prima del 2022».

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