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L'approfondimento

Vaccino anticovid italiano, al Policlinico “Giaccone” sperimentazione con tre gruppi di volontari

L'intervista di Insanitas ad Antonio Cascio, Direttore della UOC di Malattie Infettive e Tropicali e referente per la sperimentazione.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Come annunciato nei giorni scorsi, il Policlinico “Giaccone” di Palermo è tra i centri individuati per sperimentare il vaccino anticovid italiano, ovvero il GrAd-Cov.2 (meglio conosciuto come ReiThera), prodotto dalla società biotecnologica italiana ReiThera in collaborazione con l’Istituto “Spallanzani” di Roma. L’AOUP è coinvolta insieme ad altre 27 realtà ospedaliere (26 in Italia e 1 in Germania) in quella che è la seconda fase dello studio condotto sul vaccino. Referente per la sperimentazione è Antonio Cascio (nella foto), Direttore della UOC di Malattie Infettive e Tropicali e professore all’Università di Palermo, intervistato da Insanitas.

Quando inizierà la seconda fase?
«Speriamo la prossima settimana, aspettiamo che arrivi il vaccino in questi giorni e poi ci organizzeremo».

Quando è previsto il termine dello studio?
«Questo è un arruolamento competitivo, quindi ogni istituto deve impegnarsi ad arruolare persone per proseguire la sperimentazione oppure le scorte di vaccino andranno agli altri centri come lo “Spallanzani” di Roma. Tale formula è utile perché è importante andare veloci con la sperimentazione per poter passare subito alla fase 3 e quindi alla presentazione agli enti regolatori. Pertanto abbiamo un tot di dosi da inoculare in un determinato arco di tempo, ma non è predefinito».

Come sarà svolta la sperimentazione?
«Le persone saranno suddivise in tre gruppi. Il primo riceverà una dosa di vaccino al tempo zero e l’altra dopo 21 giorni, come se fosse il vaccino Pfizer. Poi ci sarà chi farà una dose di vaccino e una di fisiologica e poi il terzo gruppo riceverà due dosi di soluzione fisiologica, perché è anche importante vedere in questo studio se una singola dose, come sembra, possa funzionare».

Cosa si farà nella fase 3?
«Sarà identica ma saranno arruolate molte più persone».

Entrando nello specifico, come funziona ReiThera?
«Come i vaccini AstraZeneca, Johnson & Johnson e Sputnik, si basa su una piattaforma vaccinale del vettore virale (Adenovirus modificato per renderlo non in grado di replicarsi), che contiene l’informazione genetica per produrre la proteina spike del SARS-CoV-2».

Perché è importante sviluppare anche i linfociti T oltre gli anticorpi?
«La maggior parte delle vaccinazioni tendono a far sì che il nostro corpo non solo produca gli anticorpi ma che venga stimolata la cosiddetta immunità cellulomediata che si basa sui linfociti T. Ciò succede per la maggior parte dei vaccini in commercio perché grazie all’immunità cellulomediata si prevede che si sviluppi anche la memoria immunologica e quindi che l’immunità duri più tempo».

Chi e come si può partecipare allo studio?
«Lo studio prevede l’arruolamento di soggetti volontari di entrambi i sessi e di età superiore ai 18 anni (anche anziani) che non abbiano contratto in precedenza un’infezione da SARS-CoV-2 confermata da test molecolare; condizioni cliniche stabili; assenze di malattie gravi e/o incontrollate; non essere in gravidanza (confermata con test positivo) o in allattamento. Anche le persone con patologie come l’Aids possono partecipare. L’impegno per chi sceglierà di diventare un volontario si traduce in un controllo iniziale per valutare lo stato di salute e, se idoneo, in successive 7 visite a distanza di tempo per monitorare gli anticorpi. I volontari dovranno effettuare la ricerca di SARS-CoV-2 con tampone naso-faringeo molecolare prima delle somministrazioni e saranno sottoposti a stretto monitoraggio clinico e sierologico, nonché a contatti telefonici settimanali. Nei due giorni (1 e 22) in cui sarà inoculato il vaccino verrà richiesto di restare in osservazione presso il centro clinico per almeno 30 minuti. Per ricevere ulteriori informazioni le persone interessate ad aderire allo studio possono telefonare al numero 091 6554013 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle 11, oppure inviare una e-mail all’indirizzo [email protected]».

Darete un contributo ai volontari che partecipano alla sperimentazione?
«Sì, è prevista un’indennità fino a 800 euro».

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