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Vaccino anticovid italiano, al “Giaccone” al via la somministrazione delle seconde dosi

In Italia alla sperimentazione hanno partecipato 900 volontari, di cui circa 70 al Policlinico di Palermo dove il referente è il prof. Antonio Cascio. Dopo la prima dose poche reazioni avverse e non gravi.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. È terminato l’arruolamento dei volontari valido per la sperimentazione in fase 2 del vaccino anticovid italiano, ovvero il GrAd-Cov.2 (meglio conosciuto come ReiThera), prodotto dalla società biotecnologica italiana ReiThera in collaborazione con l’Istituto “Spallanzani” di Roma. In totale, in Italia hanno partecipato 900 soggetti, di cui circa 70 al Policlinico “Giaccone” di Palermo individuato tra i centri idonei per la sperimentazione insieme ad altre 26 realtà ospedaliere.

Referente per la sperimentazione è Antonio Cascio (nella foto), Direttore della UOC di Malattie Infettive e Tropicali e professore all’Università di Palermo, che ad Insanitas spiega: «In questi giorni inizieremo a somministrare le seconde dosi, prima però ai volontari sarà fatto un prelievo per verificare se sono presenti gli anticorpi a buon titolo, dopo 21 giorni dalla prima dose. Noi ovviamente ci auguriamo che nel 100% dei casi sia già presente la risposta immunitaria».

Un altro prelievo teso a verificare la risposta anticorpale sarà poi effettuato a 15 giorni dalla seconda dose: «Adesso, spero al più presto, saranno fatte le valutazioni ad interim, in modo tale che questi dati preliminari possano servire per capire come meglio gestire la fase 3, la quale sarà opportunamente modulata in base ai risultati preliminari della fase 2- precisa ancora il professore Cascio- Molto probabilmente anche noi parteciperemo alla fase 3, grazie al vasto numero di richieste che ci sono pervenute».

Nella Fase 1 della sperimentazione, partita ad agosto 2020 e terminata a gennaio, sono stati raccolti i dati preliminari sulla sicurezza e l’immunogenicità del vaccino sull’uomo. A novembre sono stati resi noti i primi risultati di efficacia che hanno dimostrato non solo che il vaccino è stato ben tollerato, ma che è stato immunogenico, ovvero l’organismo in cui è stato inoculato ha prodotto sia anticorpi che linfociti T.

Le Fasi 2 e 3 servono per verificare in modo più avanzato quali sono le risposte al vaccino da parte di soggetti volontari. «Abbiamo avuto qualche evento avverso ma bisogna considerare anche lo scarso numero delle persone trattate, infatti un terzo hanno avuto il placebo, un altro terzo ha avuto mezza dose, per il resto si è presentato qualche dolore localizzato al braccio, qualcuno ha avuto la febbre ma obiettivamente nulla di significativo- racconta Cascio- Al momento non sappiamo chi abbia ricevuto la fisiologica, lo sapremo quando faremo il prelievo 15 giorni dopo la seconda dose. A questo punto questi soggetti saranno liberi di vaccinarsi subito con Pfizer, Moderna o Astrazeneca in base a quello che gli spetta per età e condizione fisiche, altrimenti possono aspettare il loro turno. Dal momento che non sono stati vaccinati durante la sperimentazione non è corretto fare il Reithera che, appunto, è ancora in fase di sperimentazione».

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