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Vaccini nelle farmacie siciliane, ecco come saranno somministrati

Tutti i dettagli del protocollo d’intesa firmato all’assessorato alla Salute regionale tra Federfarma Sicilia, Assofarm e Regione.

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. Abbiamo già dato notizia che dal 15 luglio si partirà con le vaccinazioni anticovid in  650 farmacie siciliane (numero destinato a salire), grazie al protocollo d’intesa (clicca qui) firmato all’assessorato alla Salute regionale tra Federfarma Sicilia, Assofarm e Regione Siciliana. Nello specifico, le farmacie in cui saranno somministrati i vaccini anti Sars-Cov-2 rispondono ai requisiti previsti nell’accordo stipulato tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome e la Federazione degli Ordini dei Farmacisti, Federfarma e Assofarm. Le farmacie, infatti, effettueranno l’inoculo dei vaccini in un’area dedicata, distinta da tutti gli ambienti fruibili al pubblico, con sufficiente ricambio d’aria e con superficie facilmente sanificabile.

Inoltre, dovranno garantire che tutte le fasi dell’iter vaccinale avvengano in aree adeguate e con modalità idonee a garantire la riservatezza necessaria. Le strutture che non posseggono tali requisiti potranno effettuare le vaccinazioni negli orari di chiusura della farmacia ovvero durante eventuali giorni di chiusura settimanale ovvero nei giorni festivi se non di turno obbligatorio. In alternativa, qualora utilizzassero un locale separato o una unità mobile, questi ultimi dovranno risultare riconducibili alla farmacia. Sotto la direzione strategica dell’Asp di riferimento, il Dipartimento del Farmaco si occuperà dello sconfezionamento dei flaconi di vaccino da consegnare alle farmacie territoriali aderenti o ai grossisti farmaceutici autorizzati al ritiro. La Farmacia ospedaliera provvede all’identificazione di ciascun flacone di vaccini mediante l’attribuzione di apposito codice univoco. Per le attività di ritiro, stoccaggio e distribuzione dei flaconi di vaccini, le farmacie territoriali aderenti sono autorizzate ad avvalersi di grossisti farmaceutici del Ministero della Salute.

Tipologia di vaccini e dosi

I farmacisti potranno utilizzare ogni tipologia di vaccino anti Covid attualmente in commercio, anche se saranno preferiti Moderna e J&J perché più comodi e facili da usare. In pratica, ogni farmacia riceverà una volta a settimana, anche per il tramite del grossista all’uopo autorizzato, la quantità di vaccino compatibile con la disponibilità settimanale dello stesso, per un totale di 50/100 dosi alla settimana. Resta salvo che le parti, sulla base dell’effettivo andamento della campagna vaccinale svolta nelle farmacie, possano rideterminare in aumento o in diminuzione tale limite quantitativo di dose giornaliere e\o settimanali che le Aziende Sanitarie Provinciali mettono a disposizione delle farmacie aderenti. In ogni caso dovranno essere garantite alle farmacie le dosi necessarie per la somministrazione degli eventuali richiami.

Le dosi poste a disposizione della farmacia dovranno essere conservate in frigoriferi destinati esclusivamente alla conservazione di prodotti farmaceutici con monitoraggio costante delle temperature. Ogni farmacia aderente potrà definire autonomamente la propria agenda di lavoro ovvero definire i giorni di somministrazione e pianificare anche le eventuali chiusure per festività o ferie. La somministrazione dei vaccini, ai sensi dell’Accordo, dovrà essere effettuata secondo programmi di individuazione della popolazione target, come definita dalle Autorità sanitarie competenti, con esclusione dei soggetti estremamente vulnerabili o con anamnesi positiva per pregressa reazione allergica grave/anafilattica.

Oneri

La Regione Siciliana riconosce a favore delle farmacie aderenti alla campagna vaccinale la somma di 4 euro per ogni singolo inoculo vaccinale, quale ristoro degli oneri organizzativi, relativi all’approvvigionamento di DPI, materiale di consumo, attività di smaltimento rifiuti, attività di sanificazione ed ogni altra spesa comunque connessa all’esecuzione dei vaccini anti Sars-CoV-2. A tali fini si ritengono incluse anche le eventuali voci di spesa relative a opere murarie realizzate, gli adeguamenti strutturali imposti e l’acquisto dei beni necessari per l’organizzazione degli spazi in cui eseguire la somministrazione del vaccino. 2 euro sono, invece, riconosciuti a titolo di compenso ai farmacisti per gli oneri derivanti dalla gestione delle prenotazioni e per la distribuzione del vaccino, che rimangono esclusivamente a carico di ogni singola farmacia.

Le predette somme sono da calcolarsi in aggiunta alla somma di euro 6 stabilita dall’Accordo quadro nazionale, quale remunerazione dell’atto professionale del singolo inoculo vaccinale. In definitiva, quindi, le farmacie saranno pagate 12 euro per ogni inoculo effettuato, di cui 6 euro per l’atto in sé e 6 euro per le attività connesse a quella vaccinale. Sarà l’Asp a provvedere al pagamento degli oneri previsti, in favore di ciascuna farmacia convenzionata, a seguito di emissione da parte della stessa di regolare fattura.

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