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L'approfondimento

Vaccini anticovid troppo ravvicinati e rischio di “paralisi immunitaria”: il parere degli esperti

Marco Cavaleri (EMA) ha dichiarato che «la somministrazione ripetuta di booster a brevi intervalli può ridurre il livello di anticorpi prodotti». Una tesi anche dell'immunologo Antonio Cassone. L'infettivologo Cascio illustra ad Insanitas il meccanismo della tolleranza immunitaria.

Tempo di lettura: 3 minuti

A tenere banco nelle discussioni degli esperti del settore c’è la tematica delle dosi booster di vaccino anti Covid, che trova d’accordo molti sulla inoculazione a tappeto della terza dose, ma non è lo stesso per le dosi aggiuntive. Mentre in Israele sono partiti con pazienti fragili e over 65 sono stati sollevati dei dubbi su questa procedura da Marco Cavaleri, esperto che guida la strategia vaccinale dell’Ema (Agenzia europea del farmaco), il quale ha recentemente dichiarato che «La somministrazione ripetuta di booster a brevi intervalli può ridurre il livello di anticorpi prodotti, perché il nostro sistema immunitario ha bisogno di tempo per produrre la risposta all’antigene che gli viene presentato».

Ma non è l’unico a lanciare l’allarme, anche dalle pagine di Repubblica Antonio Cassone, immunologo e professore all’American Academy Microbiology, parla del rischio di una “paralisi immunitaria” cioè “una disfunzione, anche profonda, del sistema immunitario per cui la risposta che, tramite il vaccino ci protegge dall’aggressore, viene intaccata, diminuita, al limite anche bloccata. Sperimentalmente, questo si verifica quando la dose di antigene vaccinale, per esempio la proteina Spike del coronavirus, è troppo elevata o le dosi vaccinali sono fatte troppo frequentemente, a piccoli intervalli di tempo”.

Infine, delle dosi troppo ravvicinate potrebbero anche risultare inutili dato che con la terza dose si raggiunge una protezione dalla malattia del 97%, sottraendo così delle dosi che invece sarebbero fondamentali per i Paesi sottosviluppati e poveri.

«Il focus di questo discorso è la tolleranza immunitaria, cioè quel meccanismo grazie al quale il nostro sistema immunitario non reagisce nei confronti degli antigeni presenti nelle cellule del corpo- precisa Antonio Cascio, professore di “Malattie Infettive e Tropicali” presso l’Università di Palermo- Nelle malattie autoimmunitarie, al contrario, le nostre difese immunitari riconoscono come estranei alcuni antigeni presenti nelle nostre cellule palesandosi una reazione infiammatoria accompagnata dai classici segni dell’infiammazione. La tolleranza immunitaria può avvenire a livello centrale nel timo o negli organi linfoidi periferici fondamentalmente attraverso tre meccanismi: l’anergia, quindi l’incapacità di rispondere ad un dato antigene da parte di un linfocita; l’inibizione da linfociti T regolatori; la delezione per cui la morte dei linfociti T reattivi per il self mediante apoptosi in assenza di infezione o infiammazione».

Inoltre, Cascio sottolinea: «La tolleranza immunitaria è un fenomeno che è stato dimostrato sperimentalmente in animali di laboratorio. Anche nell’organismo adulto si può indurre una tolleranza somministrando un antigene in forme e dosi particolari. In questo senso, può essere sfruttata per curare le allergie con la cosiddetta immunoterapia specifica, conosciuta anche come terapia desensibilizzante che utilizza speciali vaccini. Più precisamente, l’obiettivo della immunoterapia specifica è quella di indurre la desensibilizzazione o la tolleranza all’allergene riducendo la sua capacità di attivare la produzione di IgE».

«I pazienti sono desensibilizzati attraverso la somministrazione di dosi crescenti di allergene al fine di dirigere la risposta immunitaria da “umorale” a “cellulare”, favorendo in tal modo l’organismo a produrre meno anticorpi IgE e più cellule T regolatorie Th1, che secernono IL-10 e / o TGF-beta- aggiunge Cascio- La paralisi immunitaria è quindi dovuta all’esaurimento clonale o ad altri meccanismi. Non sono preoccupato che questo fenomeno possa verificarsi per una quarta dose di vaccino anti Covid a maggior ragione se questa 4° dose sarà fatta con un vaccino che contiene un mix di antigeni che ovviamente dovranno includere quelli della variante Omicron, della Delta e magari di qualche nuova variante che si diffonderà in un prossimo futuro».

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