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Vaccini anticovid, migliaia di “estremamente vulnerabili” privi del codice di esenzione per patologia

Per questa categoria di soggetti è necessario per prenotarsi. Da qui la circolare dell'assessorato: dovranno essere i medici di famiglia e gli specialisti a rilasciare la relativa certificazione. La Fimmg: «Procedura farraginosa».

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PALERMO. Saranno i medici di famiglia e gli specialisti a certificare il codice di esenzione per patologia a coloro che, pur rientrando tra i soggetti ad “elevata fragilità”, non ne sono ancora in possesso. In Sicilia, infatti, sono numerosi ad avere solo altri codici per le esenzioni, come quelli per reddito o invalidità.

Per le prenotazioni dei vaccini anti-Covid da parte dei soggetti estramemente vulnerabili, infatti, occorre esibire il codice di esenzione relativo alla patologia. Da qui, appunto, la direttiva contenuta in una circolare a firma di Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dasoe dell’assessorato regionale alla Salute, in cui si legge che: “Per i soggetti appartenenti alla categoria “Elevata Fragilità” non ancora in possesso del codice di esenzione, la cui patologia rientra nella tabella del nuovo piano vaccinale, farà fede la certificazione rilasciata dal Medico curante o dallo specialista”.

Inoltre i predetti soggetti potranno inviare la richiesta di vaccinazione con la relativa certificazione, alle email dedicata dell’ASP territorialmente competente, che provvederà a contattare il paziente e a programmare la vaccinazione. Stessa procedura dovrà essere adottata per i soggetti aventi diritto, che per anomalie relative alla tessera sanitaria o altro non riescono a prenotarsi tramite il portale dedicato, pur essendo già in possesso del codice di esensione per patologia.

Luigi Galvano, presidente regionale della Fimmg, sottolinea ad Insanitas: «Nella nostra regione negli ultimi anni l’assessorato alla Salute ha più volte ribadito che per le visite specialistiche occorre usare, se il paziente ne ha diritto,  il codice di esenzione per patologia. Tuttavia molti hanno e quindi utilizzano solo altri tipi di esenzione, ad esempio per prenotare tramite Cup pubblico. Per vaccinarsi contro il Coronavirus, invece, i soggetti appartenenti alla categoria degli estremamente vulnerabili devono obbligatoriamente dotarsi di un codice di esenzione per patologia, ma circa la metà ne è sprovvista. Da qui la direttiva rivolta a noi medici di famiglia e agli specialisti, in base alla quale siamo incaricati di certificarlo. Tuttavia si tratta di una procedura farraginosa per la quale mancano ulteriori dettagli sulle modalità operative, anche in considerazione che alcune patologie della tabella del nuovo piano vaccinale non hanno un codice di esenzione ticket per patologia corrispondente. Quindi, in questi casi si dovrebbe certificare la condizione patologica senza un codice corrispondente».

Inoltre, Galvano ribadisce: «Relativamente alla nostra discesa in campo come vaccinatori, siamo ancora in attesa del decreto, della circolare esplicativa che dovrebbe dettare a noi e alle Asp le modalità operative».

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