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Vaccinazioni, odontoiatri respinti a Villa delle Ginestre, lettera di protesta di Francesco Romano

10 Gennaio 2021

Il referente regionale del Sindacato Italiano Odontoiatria Democratica scrive a Razza

 

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Si allarga il fronte della protesta contro i criteri adottati per questo primo turno di vaccinazioni anti covid-19. Dopo l’ordine dei farmacisti (leggi qui)  e l’ordine delle professioni sanitarie (leggi qui) a prendere carta e penna per scrivere all’assessore Ruggero Razza è il referente regionale del SIOD (Sindacato Italiano Odontoiatria Democratica) Francesco Romano che denuncia quanto accaduto ieri mattina presso il centro vaccinazioni di Villa delle Ginestre a Palermo.

“… Oggi, sabato 9 gennaio, alle 17, i responsabili di Villa delle Ginestre hanno respinto personale degli studi odontoiatrici convenzionati che erano venuti ordinatamente a vaccinarsi dotati di regolare prenotazione effettuata tramite il portale dell’ASP. Quando parliamo di ASO (Assistenti di Studio Odontoiatrico), di personale di Segreteria e di Odontoiatri che lavorano presso strutture convenzionate, parliamo di persone che lavorano per Lei Assessore, per il Sistema Sanitario Regionale. Sono quelle persona a cui, i politici come Lei, affidano i cittadini che hanno bisogno di cure dicendo “andate da loro; sono accreditati da me, sono strettamente controllati, sono quelli che – grazie alle vostre tasse, e pagandoli con i vostri soldi – io metto a vostra disposizione per curarvi”.

“Sono stati vaccinati prioritariamente anche Medici e personale di Ospedali e delle ASP che trascorre questa pandemia ben protetto dietro il plexiglass e senza alcun contatto con il pubblico? E cosa hanno di diverso le nostre assistenti a continuo rischio per prossimità per aereosol e liquidi biologici come sangue e saliva? Ebbene questi Odontoiatri e questo personale di studio sono stati iniquamente bistrattati: ieri vaccinati, oggi respinti e mestamente rimandati a casa.”

“In Emilia Romagna e in Calabria Odontoiatri ed ASO vengono – a ragione! – vaccinati con massima priorità tra i sanitari a contatto con i pazienti. In Sicilia vengono respinti”.

La lettera di Francesco Romano si chiude con una richiesta di chiarimento urgente “se c’è stata una condotta negligente allora chi si è reso responsabile di questa grave omissione va pubblicamente ripreso. Mi auguro che si faccia subito qualcosa di concreto e venga restituito a noi ed ai nostri collaboratori il diritto ad operare in sicurezza presso i nostri studi.”

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