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Studi medici ambulatori

La nota della Fimmg

Vaccinazioni, i medici di famiglia siciliani: «Siamo pronti a fare la nostra parte»

La segreteria regionale della Fimmg sottolinea di attendere il via libera dall'assessorato alla Salute per somministrare i vaccini.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. «Apprendiamo dai mezzi di informazioni dichiarazioni da parte dell’Assessorato alla Sanità di un coinvolgimento dei medici di medicina generale nella prossima campagna vaccinale, anche se ufficialmente non abbiamo ancora ricevuto alcuna comunicazione».

Lo fa sapere la segreteria regionale della FIMMG Sicilia, aggiungendo: «I medici di medicina generale hanno pagato un tributo pesantissimo sia in termini di vite umane che di ulteriore impegno professionale. Infatti, hanno continuato a svolgere la loro normale attività e a questa sono stati costretti ad aggiungere ulteriori aggravi professionali sia di natura prettamente assistenziale, facendo fronte e vicariando la ridotta attività ospedaliera e specialistica, sia sotto l’aspetto burocratico con nuove incombenze, ad esempio  la stesura di piani terapeutici normalmente riservate ai centri specialistici».

Dalla Fimmg sottolineano pure che i medici di famiglia «nel momento di maggiore sofferenza dell’attività dei Dipartimenti di prevenzione non si sono tirati indietro nel caricarsi anche della attività di disposizioni di inizio e fine quarantena e isolamento per evitare ulteriori fenomeni di privazione delle libertà personali dei propri assistiti, cosa che determina un sovraccarico di lavoro quantificabile mediamente in 3-4 ore al giorno. Il tutto con spirito solidaristico, ovvero senza richiedere alcun riconoscimento economico».

«Ancora oggi i medici di famiglia rimangono un prezioso punto di riferimento e di informazione per la popolazione e certamente sono pronti ad offrire il proprio contributo per la buona riuscita della iniziata campagna vaccinale, ma segnaliamo come allo stato attuale, non essendo stati ancora coinvolti e non essendo neanche stati informati della programmazione predisposta dall’Assessorato Regionale alla Salute, ci troviamo impossibilitati ad assolvere efficacemente a questo compito».

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