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ASP e Ospedali

Il bilancio dell'Asp

Vaccinazioni antinfluenzali, trend positivo in provincia di Palermo: sono 35 mila in più rispetto allo scorso anno

Il bilancio dell'Asp: dalle 175 mila dosi del 2015 si è passati a 210 mila.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Dalle 175 mila dosi dello scorso anno alle 210 mila del 2016 con un incremento, quindi, di 35 mila dosi di vaccino antinfluenzale distribuite dall’Asp di Palermo nel territorio di competenza. Un incremento che trova conferma quest’anno anche nelle dosi di vaccino antipneumococcico aumentate del 25 % rispetto allo stesso periodo della scorsa stagione.

«Dati che confermano l’inversione di tendenza rispetto al passato- sottolinea il direttore generale dell’Asp di Palermo, Antonio Candela– C’è un deciso aumento delle vaccinazioni soprattutto tra i giovani, segnale evidente di una consapevolezza raggiunta attraverso le campagne di sensibilizzazione adottate a tutti i livelli, ma anche grazie alla perfetta sinergia esistente tra Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato regionale alla salute, Asp, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta».

Dopo l’ottimo riscontro avuto in occasione dell’Open Day della vaccinazione dello scorso 5 dicembre, l’Asp ha in cantiere altre iniziative nel prossimo mese di gennaio: verranno nuovamente aperte le porte degli ambulatori per dieci ore continuative, mentre i camper dell’Azienda sanitaria di Palermo raggiungeranno altre piazze di città e provincia per promuovere iniziative itineranti.

La vaccinazione antinfluenzale è gratuita, oltre che per tutte le persone di età superiore a 63 anni, anche per i soggetti in età pediatrica o adulta affetti da malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, circolatorio, uropoietico, da diabete e da altre malattie del metabolismo e da sindromi da malassorbimento intestinale.

È, altresì, gratuita per le donne al secondo o terzo mese di gravidanza, per i ricoverati presso strutture per lungodegenti, per medici e personale sanitario di assistenza, familiari di soggetti ad “alto rischio”, personale a contatto con animali per motivi di lavoro e bambini o adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico.

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