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ASP e Ospedali

Coronavirus

Vaccinazioni, abbassati i compensi aggiuntivi a medici e infermieri

La decisione presa in via prudenziale dall'Arnas Civico di Palermo sulla base delle risorse finanziarie disponibili a livello regionale.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Abbassati i compensi aggiuntivi per medici e infermieri impegnati nelle vaccinazioni anticovid-19. L’Arnas Civico ha comunicato ai sindacati questa decisione, sulla base delle risorse finanziarie attualmente disponibili a livello regionale da destinare alla campagna vaccinale. In pratica, come specificato dal direttore dell’area risorse umane dell’azienda ospedaliera palermitana (CLICCA QUI), con la mensilità di agosto 2021 sono state ripristinate “in via prudenziale” le tariffe delle prestazioni aggiuntive previste dalla circolare assessoriale del 23 marzo 2021: 30 euro per gli infermieri e 60 per i medici.

Dal Civico sottolineano che «sulla tematica sono in corso approfondimenti con l’assessorato alla Salute, in base alla quale di provvederà ad agire come da indicazioni ricevute». Ad inizio agosto, invece, sempre l’Arnas Civico in ossequio a una nota assessoriale del 19 luglio aveva stabilito che quelle tariffe fossero aumentate, portandole a 50 euro (per gli infermieri) e 80 euro (per i medici). Ora, appunto, lo stop e il ripristino dei precedenti compensi.

La Fials-Confsal e il Nursing Up, per voce di Mario Di Salvo, Giuseppe Forte, Giuseppe La Barbera e Domenica Schittino, contestano la scelta: «La pandemia Covid-19 è ben lungi da essere considerata come un fenomeno già concluso o un’esperienza da archiviare. Anzi, sembrerebbe del tutto aderente alle evidenze scientifiche condivise dalla comunità internazionale, considerare questo come il momento topico in cui fornire il massimo dello sforzo per iniziare a raccogliere il frutto di quanto faticosamente performato sino ad oggi. Non si condivide, pertanto, la scelta unilaterale e già più volte stigmatizzata di ridurre le risorse economiche messe in campo a riconoscimento degli sforzi anche extra istituzionali del personale sanitario. Tanto più se si considera che queste decisioni sono state prese unilateralmente senza alcun consenso dei sindacati, dopo aver pattuito ben altra cosa in sede di contrattazione».

«Tale modo di fare-  proseguono i sindacati- risulta irriguardoso e offensivo nei confronti di tutti i lavoratori e delle sigle sindacali che non si sono mai risparmiate nel fornire il proprio apporto, con grande sacrificio e abnegazione. Si richiede pertanto l’immediata revoca della disposizione, preannunciando lo stato di agitazione del personale, propedeutico a ulteriori azioni sindacali a tutela dei diritti del personale sanitario».

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