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Vaccinati pure alcuni soggetti non prioritari: scoppia la polemica in Sicilia

31 Dicembre 2020

La Ugl: «Ci risulta difficile comprendere la vaccinazione di dirigenti che operano all'interno di uffici e, addirittura, di rappresentanti degli studenti universitari che possibilmente non vedranno mai una corsia essendo laureandi in altre materie».

 

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PALERMO. Sulla somministrazione di vaccini anti Covid-19 a soggetti non compresi nella lista diramata dalla Regione Siciliana, intervengono con una dura nota le federazioni Ugl sanità e medici Sicilia.

«Basta con la vaccinazione di persone non direttamente impegnate nella lotta contro il virus e non inserite nella lista prioritaria. Adesso si sta davvero esagerando, andando oltre – tuonano Carmelo Urzì (nella foto sopra) e Raffaele Lanteri. Alcuni giorni addietro, in occasione del V-day, avevamo lanciato un monito proprio alla Regione, chiedendo di sottoporre al vaccino tutto il personale sanitario che sta in trincea e che, inevitabilmente, è il più esposto nei confronti del contagi e pure i soggetti fragili (anziani e disabili ospiti di strutture). Oggi ci viene difficile comprendere la vaccinazione di dirigenti che operano all’interno di uffici e, addirittura, di rappresentanti degli studenti universitari che possibilmente non vedranno mai una corsia essendo laureandi in altre materie».

Raffaele Lanteri

«Questo è accaduto – aggiungono – mentre ci sono figure mediche e sanitarie che, quotidianamente, hanno lavorato e lavorano a stretto contatto con il Covid e che, allo stato attuale, ancora attendono di essere vaccinati visto che le dosi riservate a loro sono finite altrove. Allora ci chiediamo che senso ha avuto l’attività di preregistrazione riservata alle categorie a rischio?».

«La campagna per la vaccinazione non è un’operazione pubblicitaria – ricordano i due sindacalisti – perchè è l’unica indispensabile occasione di messa in sicurezza del personale e dei soggetti fragili e, per questo, chiediamo a gran voce che venga rispettata la scaletta emanata dall’Assessorato senza alcuna deroga. Lo diciamo soprattutto in questa fase in cui sono in arrivo altre 55 mila dosi, che devono obbligatoriamente andare a chi lavora nei pronto soccorso, nella Seus 118, nei reparti Covid, nelle pneumologie e nei reparti malattie infettive, per poi propagarsi a tutto il personale delle corsie, agli operatori delle Rsa, delle case di riposo, dei centri di disabilità fisica e psichica, nonché agli ospiti delle stesse, per proseguire con i cittadini più fragili».

«C’è un popolo in pericolo da vaccinare- concludono- e sicuramente non è, in parte, quello che abbiamo avuto modo di contare nelle ultime giornate, con il solito refrain trasformi una cosa altamente seria nella consueta farsa siciliana».

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