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Dal palazzo

Sotto accusa il bando del Ministero dell'Istruzione

Università, centinaia di posti in meno per gli aspiranti medici: si profila una valanga di ricorsi

Sotto accusa il bando del Ministero dell'Istruzione: i posti a disposizione dei candidati che parteciperanno al prossimo test d’ingresso in Medicina dai 9.530 dello scorso anno scende ora a 8.817. E Consulcesi Group attacca: «Il Miur torni sui suoi passi perché noi siamo già pronti a presentare ricorso contro una scelta scellerata, che danneggerà non solo gli aspiranti medici ma anche i cittadini».

Tempo di lettura: 3 minuti

ROMA. «La riduzione dei posti disponibili per l’ingresso alle facoltà di Medicina è uno sbaglio colossale e un arbitrio intollerabile».

Così si esprime Consulcesi Group sul bando emesso il 30 giugno dal Miur che sancisce una diminuzione dei posti messi a disposizione dei candidati che parteciperanno al prossimo test d’ingresso in Medicina: 8.817 rispetto ai 9.530 dello scorso anno. Un calo di 713 unità in un solo anno. Ma il maggior timore è che, all’atto pratico, il numero di posti disponibili possa scendere ancora di più.

Da qui l’appello: «Il ministero dell’Istruzione torni sui suoi passi perché noi siamo già pronti a presentare ricorso contro una scelta scellerata che danneggerà non soltanto gli aspiranti medici, ma anche i cittadini, che fra qualche anno si ritroveranno ad essere curati da un personale sanitario sempre più esiguo, mentre tanti giovani ricchi di talento e capacità avranno scelto un lavoro di ripiego o saranno emigrati all’estero per inseguire il sogno di diventare medico».

LA QUESTIONE GIURIDICA

«Si potrebbe ipotizzare- spiegano i legali di Consulcesi- una violazione del D.Lgs. n. 502/1992 in merito ai criteri per la determinazione del fabbisogno per il SSN sulla cui base vengono calcolati i posti messi a concorso. Nella Tabella 7 della Conferenza Stato Regioni del 9 giugno 2016 il Ministero della Salute ha proposto 1.200 medici in meno rispetto al fabbisogno indicato dalle Regioni».

«Fermo restando che il Ministero, con successivo decreto, si riserva di modificare il numero dei posti disponibili, non appare giustificata una diminuzione di più di 1.000 unità rispetto al fabbisogno dichiarato dalle Regioni. I posti in meno- aggiungono i legali di Consulcesi- potrebbero anche aumentare perché l’articolo 10, comma 9, del decreto del MIUR prevede la chiusura perentoria della graduatoria entro e non oltre la conclusione delle attività didattiche del primo semestre accademico, con la conseguenza che i posti effettivi potrebbero essere minori di quelli messi a concorso».

LA TUTELA DI CONSULCESI

«Il numero chiuso- spiega ancora Consulcesi- è un istituto che va abolito, non solo perché i posti disponibili sono sempre di meno e tanti giovani validi e preparati rischiano di non riuscire ad entrare in facoltà, ma anche per tutte le irregolarità che si verificano puntualmente ogni anno. A disposizione di tutti gli aspiranti medici che credono di essere stati ingiustamente esclusi dall’ingresso in facoltà c’è lo sportello virtuale www.numerochiuso.info per raccogliere le testimonianze e per valutare la presentazione dei ricorsi. Chiunque ritenga di essere stato danneggiato in sede di test, può contattare i nostri oltre 1000 consulenti legali che rispondono gratuitamente al numero verde 800.122.777 e sul sito www.consulcesi.it».

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