Un’App per prevenire il rischio ictus: lo smartphone segnala il pericolo

14 novembre 2017

«Rispondendo alle domande dell'App è possibile stilare il proprio fattore di rischio, cioè la possibilità che la persona sviluppi un ictus o un infarto nei prossimi 5 o 10 anni»

 

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Un’applicazione per Smartphone che permette di calcolare il rischio d’ictus e infarto sia a livello assoluto che relativo, è considerata la svolta per la prevenzione di tali patologie in totale autonomia.

Ideata, disegnata, sviluppata e prodotta dal gruppo del professor Valery Feigin, un neuroepidemiologo russo di fama internazionale che la lavora all’AUT (Auckland University of Technology) in Nuova Zelanda, essa è stata impostata sulla possibilità di controllare e monitorare i fattori di rischio per ictus e infarto a livello individuale e di massa.

Quest’ultima caratteristica è l’importante novità introdotta da questo strumento perché così ciascuno, tramite il proprio Smartphone, può calcolare il proprio fattore di rischio individuale ma si tratta comunque di uno strumento che può avere una diffusione di massa.

«Rispondendo alle domande è possibile stilare il proprio fattore di rischio individuale assoluto, cioè la possibilità che la persona sviluppi un ictus o un infarto nei prossimi 5 o 10 anni, ma anche in relativo quindi appunto in relazione ad un soggetto di pari età e sesso che è senza fattori di rischio» spiega la dottoressa Paola Santalucia, che dopo aver lavorato al Policlinico di Milano, da qualche settimana ha preso servizio all’Irccs Neurolesi di Messina.

La dottoressa Santalucia è anche la vice presidente di ALT (Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari), una Onlus che ha comprato i diritti per la traduzione italiana dell’App e l’ha lanciata nel nostro Paese circa un anno fa in due versioni, una gratuita e una a pagamento.

La differenza è che la versione a pagamento contiene una serie di video e d’informazioni scientifiche approfondite oltre ad essere un riferimento per monitorare il proprio profilo e vedere come migliora in relazione all’adozione di misure di controllo del fattore di rischio.

«Questo dispositivo, chiamato “Stroke Riskometer” (“Il rischio di ictus” in italiano n.d.r.) è stato votato per due anni consecutivi come la prima applicazione sanitaria al mondo e uno dei suoi importanti punti di forza è l’assoluto rigore scientifico. Non è quindi basato su valutazioni arbitrarie ma cliccando sui fattori di rischio viene resa la spiegazione scientifica sulla base della letteratura e delle linee guida”.

“Quindi ad esempio se consideriamo l’importanza di mangiare sei porzioni di frutta e verdura al giorno questi non sono dati arbitrari decisi da Valery Feigin ma è un numero basato sulle raccomandazioni nutrizionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – continua la dottoressa dell’Irccs -. Il professor Feigin ha calcolato che l’utilizzo dell’App potrebbe comportare, a livello di popolazione, la riduzione del rischio di infarto ed ictus in maniera sensibile, per cui si posso ridurre anche i costi sanitari. E’ uno strumento potentissimo e anche in Italia ha avuto grande risonanza mediatica».

Adesso l’Irccs di Messina sarà l’interlocutore e il centro per la diffusione dell’App a favore della popolazione messinese e siciliana, che grazie al nuovo dispositivo parteciperà ad un progetto di ricerca mondiale, perché ogni volta che ognuno ha terminato di compilare i propri campi e di rispondere alle domande può dare il consenso al trattamento dei dati in forma anonima (età, sesso, forma fisica, attitudini).

E i dati finiscono in un enorme database gestito dal centro epidemiologico di controllo della Nuova Zelanda, costituendo così una fonte di dati per valutare l’andamento epidemiologico a livello di popolazione non soltanto per l’Italia, ma anche per la Sicilia o per la provincia di Messina. Si tratta in tutti i casi del più grande studio epidemiologico mondiale (partecipano circa 160 Paesi) per la valutazione dei fattori di rischio e ha in sé delle potenzialità enormi.

 

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