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Un’app per la lotta al melanoma: due ricercatori palermitani premiati con 20 mila euro

15 Luglio 2019

Si chiama “Therapomics” e ha l'obiettivo di predire la risposta al trattamento immunoterapico del paziente. L'assegno ricevuto a Bologna finanzierà un periodo di ricerca a Philadelphia.

 

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Un’app per predire la risposta al trattamento immunoterapico del paziente con melanoma. Si chiama “Therapomics” ed è il progetto di start up di due giovani palermitani di 28 anni, ricercatori presso l’Università di Bologna: il bioinformatico Giuseppe Tarantino e la biotecnologa e dottoranda in oncologia Anna Maria Giudice.

Dopo 11 week end e circa 70 ore di studio e lezioni, da febbraio a luglio, nella scuola di Reactor, il progetto di orientamento all’imprenditorialità e all’innovazione per giovani scienziati in collaborazione con l’Ateneo di Bologna, l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, il CNR Area ricerca di Bologna e lo IOR – Istituto Ortopedico Rizzoli, i due ricercatori, tra i 13 selezionati e i 5 vincitori, si sono aggiudicati il primo premio nella categoria team, una somma pari a 20 mila euro.

L’assegno, consegnato da una giuria di imprenditori, investitori, startupper e business angels, finanzierà un periodo di ricerca all’estero, a Philadelphia, per approfondire i settori e le modalità di sviluppo della start up, dalla fase di ricerca alla realizzazione di un’impresa che possa dare vita a un prodotto/servizio per la comunità.

“Therapomics”, da “therap-” , cioè terapia, e “–omics”, in riferimento ai dati omici, è un software che “a partire da dati di espressione genica del melanoma raccolti da una casistica di 50 pazienti e dati di risposta al trattamento immunoterapico con inibitori anti-PD-L1, incrociati tra loro, riesce a predire la risposta che il paziente avrà alla cura permettendo al medico di sviluppare con maggiore precisione una terapia adeguata”, spiega Giuseppe Tarantino.

Il sistema immunitario, infatti, è capace di riconoscere il cancro ma le cellule tumorali sviluppano con il tempo l’abilità di sfuggire al suo controllo attraverso le molecole checkpoint PD-L1 che ne inibiscono la risposta. I trattamenti immunoterapici a base di anticorpi monoclonali vengono utilizzati nella maggior parte dei sottogruppi di tumori per individuare i checkpoint PD-L1 e ripristinare la normale attività del sistema immunitario.

“Therapomics si sviluppa a partire da un modello di intelligenza artificiale – continua Tarantino – che sfrutta i dati di espressione genica di 20 biomarker selezionati e in base alla loro risposta può predire la reazione al trattamento con inibitori anti PD-L1”.

Il software coniuga l’analisi genica all’analisi proteica. “L’idea iniziale del metodo si è proposta di incrociare i dati genici e quelli provenienti dalla citofluorimetria che analizza i biomarker a livello proteico”, sottolinea Anna Maria Giudice.

Il modello ha impiegato uno studio retrospettivo avendo già i risultati di risposta positiva o negativa. “Il passaggio successivo – continua Giudice – sarà quello di estendere la casistica per poi proseguire con uno studio prospettico al fine di dimostrare la capacità predittiva del software ancora prima del trattamento. Siamo infatti già in collaborazione con l’ospedale Sant’Orsola di Bologna e l’ospedale di Meldola per studiare i campioni ematici e campioni di melanoma a loro disposizione”.

“Therapomics” quindi attende di essere validato e registrato per trasformarsi da idea progettuale ad idea imprenditoriale.

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