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Un “piano Marshall” per sconfiggere il Coronavirus, costerà 7,5 miliardo di euro

7 Marzo 2020

Previste 20 mila assunzioni aperte anche a medici specializzandi e pensionati. Tra le misure straordinarie anche la possibilità di requisire strutture ricettive

 

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Il Governo è disposto a mettere sul piatto 7,5 miliardo di euro per far fronte all’emergenza Coronavirsu. Di cui 1 miliardo da destinare al Servizio Sanitario Nazionale per far fronte alle misure straordinarie messe in agenda e 7,5 miliardi di euro per imprese e famiglie. Ad annunciarlo è stato il premier Giuseppe Conte che ha detto: “nessuno deve perdere il lavoro a causa del Coronavirus, questa emergenza non è solo sanitaria, ma anche economica”.

Per procedere con questo intervento straordinario occorrono alcuni passaggi: in primo luogo bisogna ottenere da Bruxelles l’autorizzazione dello sforamento del deficit di oltre 4 miliardi.

Ma occorre anche un passaggio parlamentare in più, perché l’approvazione della bozza “anti coroaviurs” messa a punto dal Governo comporterebbe uno scostamento rispetto agli obiettivi di finanza pubblica. L’ultima parola spetterà comunque all’Unione Europea: “Siamo in costante contatto, e da questo punto di vista non esiste alcun problema, nemmeno sulla piena sostenibilità per la finanza pubblica di queste misure” rassicura il ministro dell’economia Gualtieri.

La prossima tappa investe il Consiglio dei Ministri che prima deve approvare la nuova richiesta di flessibilità, poi si passerà all’esame del decreto con le misure straordinarie per sanità, famiglie e imprese. Mercoledì 11 marzo le Camere esamineranno l’autorizzazione allo scostamento di bilancio. Infine dovrà arrivare l’ok da Bruxelles

Se non sono state ancora dettagliate le misure a sostegno di famiglie ed imprese, gira già una bozza abbastanza precisa sulle misure che il governo intende assumere per adottare interventi straordinari ed urgenti sul Servizio Sanitario Nazionale

Ecco le misure straordinarie proposte dal Governo per la Sanità: Pronte 20 mila assunzioni, subito in corsia medici specializzandi e pensionati

  • Incarichi ai medici in formazione

“Per la durata dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, al medico iscritto al corso di formazione in medicina generale è consentita l’instaurazione di rapporto convenzionale a tempo determinato con il servizio sanitario nazionale”, si legge nel testo. “Per la durata dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 i laureati in medicina e chirurgia abilitati, anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione o ai corsi di formazione specifica in medicina generale, possono assumere incarichi provvisori o di sostituzione di medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale ed essere iscritti negli elenchi della guardia medica e della guardia medica turistica e occupati fino alla fine della durata dello stato di emergenza. In caso di assunzione di incarico provvisorio che comporti una assegnazione di un numero di assistiti superiore a 650, l’erogazione della borsa di studio è sospesa”.

  • Assunzione specializzandi e pensionati

“Le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, fino al perdurare dello stato di emergenza, possono conferire, incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, di durata non superiore a 6 mesi, prorogabili in ragione del perdurare dello stato di emergenza a infermieri, operatori socio sanitari e a medici specialisti, in anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore, malattie dell’apparato respiratorio, malattie infettive e tropicali, medicina d’emergenza urgenza, medicina interna, malattie dell’apparato cardiovascolare, radiodiagnostica, igiene e medicina preventiva e specializzazioni equipollenti nonché a medici specializzandi, iscritti all’ultimo e al penultimo anno di corso delle medesime scuole di specializzazione”. Per rafforzare il Ssn, “verificata l’impossibilità di assumere personale”, si potrà anche “conferire incarichi di lavoro autonomo, con durata non superiore ai 6 mesi, e comunque entro il termine dello stato di emergenza, a personale medico e a personale infermieristico, collocato in quiescenza, anche ove non iscritto al competente albo professionale in conseguenza del collocamento a riposo”.

  • Aree sanitarie temporanee

Nella bozza di decreto legge per il potenziamento del Servizio sanitario, sono previste misure ad hoc per permettere a regioni e province autonome di “attivare, anche in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, per la gestione dell’emergenza Covid-19, sino al termine dello stato di emergenza”. I requisiti di accreditamento “non si applicano alle strutture di ricovero e cura per la durata dello stato di emergenza”. Le opere edilizie strettamente necessarie a rendere le strutture idonee all’accoglienza e alla assistenza “possono essere eseguite in deroga alle disposizioni di cui al d.P.R. n. 380 del 2001, delle leggi regionali, dei piani regolatori e dei regolamenti edilizi locali. I lavori possono essere iniziati contestualmente alla presentazione della istanza o della denunzia di inizio di attività presso il Comune competente. La disposizione si applica anche agli ospedali, ai policlinici universitari, agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, alle strutture accreditate ed autorizzate”.

  • Possibilità di requisire alberghi per quarantene

Si potranno requisire anche gli alberghi per ospitare persone in quarantena per Covid-19. Nel testo si stabilisce infatti che “il Prefetto territorialmente competente, sentito il Dipartimento di prevenzione territorialmente competente, può requisire strutture alberghiere idonee ad ospitare persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare laddove non possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata”.

  • Incentivi per mascherine chirurgiche

“Al fine di assicurare la produzione e la fornitura di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale e a condizioni di mercato, in relazione alla inadeguata disponibilità degli stessi nel periodo di emergenza Covid-19, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa spa – Invitalia spa è autorizzata a erogare finanziamenti mediante contributi a fondo perduto e in conto gestione, nonché finanziamenti agevolati, alle imprese produttrici di tali dispositivi”. Per l’attuazione di queste misure “è autorizzata a favore di Invitalia spa la spesa di 50 milioni di euro”. Invitalia, entro 5 giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione, d’intesa con il Dipartimento della protezione civile, definisce e attiva la misura di cui al comma 1, nonché specifiche disposizioni per assicurare la gestione della stessa. Si prevedono anche misure di semplificazione per l’acquisto di dispositivi medici.

  • Potenziamento personale ministero della Salute

“Il ministero della Salute è autorizzato ad assumere 40 unità di dirigenti sanitari medici, 18 unità di dirigenti sanitari veterinari e 29 unità di personale non dirigenziale”. Pertanto è “autorizzata la spesa di euro 4.304.000 per l’anno 2020 e di euro 8.608.000 a decorrere dall’anno 2021”. Il personale sarà “da destinare agli uffici periferici dislocati nelle Regioni Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emila Romagna, mediante corrispondente aumento dei posti previsti nelle procedure concorsuali”, recita il testo. “Per le medesime finalità, il ministero della Salute è altresì autorizzato ad assumere, su base regionale, 30 unità di personale non dirigenziale, con il profilo professionale di funzionario amministrativo mediante mobilità volontaria o utilizzo di idonei in graduatorie concorsuali in vigore presso le amministrazioni pubbliche. La dotazione organica del ministero della Salute è corrispondentemente incrementata di 58 unità di dirigenti sanitari e di 59 unità di personale non dirigenziale appartenente all’area III”.

  • Possibilità di stipulare contratti con strutture private

“Le Regioni, le province autonome di Trento e Bolzano e le aziende sanitarie sono autorizzate a stipulare contratti con strutture private non accreditate, purché autorizzate”.

 

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