Fabio Damiani

Un anno al vertice dell’ASP di Trapani, il “bilancio” di Fabio Damiani

1 Dicembre 2019

Nominato commissario dal 18 dicembre 2018 e, successivamente, nell'aprile del 2019 ha assunto l'attuale ruolo di Direttore Generale.

 

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Il frenetico lavoro degli uffici per bandire i concorsi, indispensabili per far fronte alla carenze di personale. Gli investimenti sulle strutture ospedaliere, invecchiate e troppo spesso non in linea con gli attuali standard di ospitalità.

La ricerca, dentro le pieghe del bilancio, dei fondi necessari per acquistare nuove attrezzature e poi l’atavico problema della medicina territoriale. Sono solo alcuni degli impegni che ogni direttore generale di un’azienda ospedaliera è chiamato ad affrontare.

Oggi, ad un anno dal suo insediamento, abbiamo intervistato Fabio Damiani, commissario dell’ASP di Trapani dal 18 dicembre 2018 e, successivamente, nell’aprile del 2019, nominato Direttore Generale della stessa azienda.

Direttore, che differenze c’è fra dirigere un ASP come commissario e come direttore generale?

«La prima e più grande differenza è la “solitudine” del commissario. Mentre il direttore generale ha il grande vantaggio di poter contare su un lavoro di squadra, grazie al fondamentale supporto delle altre figure di vertice, a partire dal direttore amministrativo e dal il direttore sanitario. Mi creda, una differenza non da poco».

Qual è stato il suo approccio con l’Asp di Trapani?

«Abbiamo iniziato individuando le problematiche organizzative nella consapevolezza che occorre migliorare questo aspetto per fare un salto di qualità. Questo ci ha consentito di avere in tempi brevi una cartina di tornasole dell’azienda che, grazie ad un ottimo  spirito di squadra ed alla guida attenta e competente dell’assessore Ruggero Razza, ci sta consentendo di intervenire sulle problematiche principali».

A partire da quella che riguarda il personale?

«Esattamente. Sono da tempo partiti i concorsi a tempo indeterminato, solo nel corso del 2019 abbiamo assunto circa 200 unità ed abbiamo messo a concorso altri 200 posti per la dirigenza medica. Il relativo bando è già stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, ora attendiamo che venga pubblicato anche nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Le assunzioni a tempo indeterminato sono fondamentali, non solo per colmare il gap di organico che affligge quasi tutti gli ospedali pubblici del Sistema Sanitario Nazionale ma anche perché il contratto a tempo indeterminato comporta una fidelizzazione all’azienda che implica un impegno diverso. Abbiamo recentemente completato anche il concorso per 13 ortopedici. Purtroppo ne abbiamo in graduatoria solo 10, quindi già mancano 3 unità. Ora non ci rimane che sperare che accettino tutti, anche se non credo sia facile. Questo è un problema costante che vivono soprattutto le aziende, anche importanti come la nostra, ma che non orbitano attorno alle tre grandi città, Palermo, Catania, Messina che assorbono gran parte dell’offerta lavorativa. Oggi il dirigente medico può scegliere dove andare, c’è tanta disponibilità da un canto e carenza di dirigenti medici dall’altro, per cui è normale che nella scelta vengano privilegiati i grandi centri, i grandi ospedali, i Policlinici che offrono anche maggiori margini di crescita professionale».

Qualche esempio?

«Dei 15 medici di medicina d’urgenza, per cui abbiamo fatto il bando, hanno accettato solo 6, quindi ci siamo visti costretti ad inventarci delle soluzioni, per garantire un servizio essenziale come quello dell’emergenza. Per l’Ospedale di Marsala, ad esempio, abbiamo bandito una gara d’appalto per esternalizzare parte del servizio, in particolare i codici bianchi ed i codici verdi, per i quali facciamo tornare a casa il paziente con la garanzia che arriverà a casa la visita medica entro mezz’ora. Un’altra soluzione che è in fase di sperimentazione è quella adottata per l’Ospedale di Trapani: abbiamo pubblicato una selezione per medici con specializzazione in medicina d’urgenza o altre specializzazioni affini e/o equipollenti per attivare la Sala verde, dalle ore 8 alle 20 per codici verdi. In tal modo speriamo di bypassare gli ostacoli (codi rossi e gialli, turni notturni) che rappresentano di fatto un disincentivo, in particolare per i medici con specializzazione non specifica ma equipollente, a prendere parte ai bandi per pronto soccorso (Asp di Trapani, cercasi dirigenti medici per i pronto soccorso). Nonostante questo quadro ci sforziamo di essere quanto più attrattivi e spesso ci riusciamo. La scorsa settimana abbiamo firmato contratti per 9 pediatri su 9, colmando per intero il fabbisogno aziendale (Asp di Trapani, assunti a tempo indeterminato 9 pediatri). C’è poi il concorso che abbiamo bandito per 16 posti in radiologia, qui abbiamo per fortuna 100 candidati, quindi possiamo sperare di poter assegnare tutti i posti messi a bando».

Per quanto riguarda le strutture ospedaliere, in quali condizioni ha trovato l’azienda e su cosa si sta lavorando?

«Questa è un’altra missione che deve caratterizzare questa amministrazione. Abbiamo ristrutturato i pronto soccorso dei principali centri ed altri interventi sono in programma. Non solo abbiamo reso più moderne e decorose le sale d’attesa ma abbiamo anche migliorato il servizio di astanteria, grazie alla collaborazione con la Croce Rossa italiana, che ci affianca per l’accoglienza dei pazienti in attesa. Abbiamo cantieri aperti un po’ da per tutto, perché anche questo aspetto è fondamentale per l’umanizzazione delle cure, ed in questo ambito mi fa piacere ricordare una iniziativa della quale andiamo orgogliosi: un gruppo di artisti di Mazara del Vallo hanno portato le loro opere in ospedale allestendo una bellissima mostra permanente (Ospedale Abele Ajello, arrivano in dono venti quadri di giovani artisti)».

Avete in programma altri investimenti?

«Sì. Abbiamo a disposizione 21 milioni per il nuovo ospedale di Alcamo e 18 milioni per una nuova ala dell’ospedale di Trapani, destinata ad ospitare la Radioterapia. Si tratta di somme che sono già nella nostra disponibilità. Entro fine anno avremo già il progetto esecutivo per il padiglione di radioterapia di Trapani mentre per il nuovo ospedale di Alcamo è stata già pubblicata la gara d’appalto per la progettazione e sono arrivati 14 proposte progettuali. Sempre sugli investimenti nel 2019 abbiamo raddoppiato la spesa per attrezzature mediche ed è in bilancio per il 2020 un’ulteriore maggiorazione».

Fra gli obiettivi principali assegnati al nuovo management della sanità siciliana c’è la prevenzione, come vi state muovendo?

«Ritengo abbastanza bene. Mandiamo quasi 60 mila inviti solo per lo screening del colon retto, numeri importanti per una provincia come la nostra. 30 mila invece gli inviti per lo screening dell’utero e della mammella. Occorre convincere il cittadino ad aderire agli screening, puntando sulla comunicazione ma anche sulla semplificazione dei metodi di accesso e sullo snellimento dei tempi di attesa, per questo. Ad esempio per lo screening del colon retto il kit può essere ritirato nelle farmacie di tutta la provincia e stiamo lavorando per accorciare sensibilmente i tempi di risposta e consegna degli esiti. È così che si vince la “battaglia” della prevenzione. Certo, poi occorre organizzarsi per una tempestiva ed efficace risposta rispetto ad una eventuale presa in carico. Siamo a lavoro anche per abbattere le liste d’attesa, abbiamo istituito un team che ha proprio questa mission specifica e che è composto dallo staff di diretta collaborazione della direzione generale e da tutti i direttori di presidi. Abbiamo stanziato per questo obiettivo  3 milioni di euro e siamo convinti di poter mostrare nel breve periodo dei miglioramenti significativi. Stiamo anche investendo sul sistema di prenotazione mettendo insieme nel nostro CUP sia l’offerta pubblica che quella privata convenzionata, lavorando anche con Federfarma per consentire ad esempio di pagare del ticket nelle farmacie».

 

 

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