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Ultrasuoni focalizzati, il Policlinico di Palermo guarda al futuro: “a lavoro per curare tumori incurabili”

12 Febbraio 2020

I risultati ottenuti sul trattamento del parkinson e del tremore essenziale sono incoraggianti. Il professore Midiri "siamo a lavoro per modulare, attraverso gli ultrasuoni focalizzati, la permeabilità della barriera encefalica"

di Redazione

Il Policlinico di Palermo si conferma all’avanguardia in Italia per le nuove frontiere della radiologia. “Nei nostri laboratori ormai da diversi anni – afferma il professore Massimo Midiri, direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Neuroscienze Interventistiche del Policlinico di Palermo – oltre a produrre immagini e referti si fa anche terapia. Curiamo patologie e rimuoviamo sintomi, spesso invalidanti, come appunto il tremore. Un passaggio epocale che vede il nostro istituto all’avanguardia in Italia nel campo della radiologia interventistica che sta diventando uno degli aspetti più importanti della nostra disciplina. Basti pensare alla straordinaria gamma di applicazioni che questa nuova tecnica può sviluppare, ad esempio sui vasi, sui vasi biliari, ed altri distretti anatomici con interventi a bassissimo impatto sul paziente ma con enormi risultati”.

Il concetto di base della radiologia interventistica è questo: una forza radiante non invasiva che riesce, non aprendo con interventi chirurgici il corpo, a trattare lesioni con altissimi livelli di precisione.

“Pensiamo – afferma il professore Midiri – ad una regione complessa come quella del cervello. E’ molto probabile che in un breve lasso di tempo riusciremo ad utilizzare gli ultrasuoni focalizzati non solo per ablare e quindi creare delle microlesioni a livello cerebrale, magari in corrispondenza di cellule tumorali, ma intervenendo sulla modulazione della barriera metaencefalica che impedisce di far arrivare sostanze tossiche o comunque nocive al cervello. Questa barriera, se da un canto protegge il cervello, d’altro canto impedisce l’arrivo di macromolecole terapeutiche che potrebbero essere molto utili per il trattamento dei tumori. Se riusciamo, come tutto lascia presagire, a modulare la permeabilità della barriera encefalica è presumibile che riusciremo a far passare delle molecole terapeutiche che ci consentiranno di curare, attraverso la radiologia interventistica, tumori che ad oggi non sono trattabili”.

Già nel febbraio del 2019 ci eravamo occupati dell’importante lavoro portato avanti nei laboratori di radiologia del Policlinico di Palermo (LEGGI QUI), adesso, ad un anno di distanza abbiamo potuto apprezzare i significativi passi avanti. “L’attività dei nostri laboratori in questo campo procede speditamente. Nel 2019 abbiamo avuto una media di 7 pazienti al mese con ottimi risultati clinici, tanto da riscontrare una continua crescita delle richieste di trattamento veicolata soprattutto dal passa parola dei nostri pazienti – afferma il dottor Cesare Gagliardo, neuroradiologo presso il Policlinico di Palermo. “Per tracciare una linea sullo stato dell’arte di questa nuova applicazione della radiologia abbiamo organizzato a Palermo il primo workshop internazionale di “Ultrasuoni Focalizzati in Neuroscienze” – continua Gagliardo – un appuntamento di altissimo profilo scientifico nel corso del quale abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con colleghi esperti di diverse parti del mondo. All’esito di questo incontro possiamo confermare che il nostro istituto è all’avanguardia nel campo della terapia, mediante ultrasuoni focalizzati, su guida di risonanza magnetica. Rappresentando in Italia ancora oggi il centro con la maggiore casistica in assoluto”.

“Negli ultimi mesi ci siamo concentrati prevalentemente sul tremore essenziale – precisa Gagliardo – poiché essendo la nostra una terapia sintomatica riesce ad intervenire con straordinaria efficacia sull’unico sintomo, spesso invalidante di questa patologia. Registriamo risultati positivi per oltre il 90% dei casi e con un bassissimo tasso di recidiva, che non supera il 3%. Il Parkinson invece è una malattia neurodegenerativa più complessa all’interno della quale il tremore rappresenta solo uno dei sintomi, per altro abbiamo registrato che qui i casi di recidiva sono più frequenti, raggiungendo circa il 30%. In ogni caso è bene precisare che mai, né per il trattamento del tremore essenziale, né per il trattamento della malattia di Parkinson, abbiamo registrato effetti collaterali”.

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