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I dettagli

Uffici stampa nella Sanità pubblica, Assostampa Sicilia: «Ecco tutte le criticità»

Il sindacato unitario dei giornalisti ha presentato un dossier nel corso dell’audizione in commissione Sanità dell'Ars.

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PALERMO. «Ancora oggi ad anni di distanza dalla prima direttiva assessoriale del 2009 nel settore dell’informazione nella Sanità in Sicilia, su 18 aziende sanitarie e ospedaliere, ben sei di loro sono senza ufficio stampa con un giornalista».

Lo ha denunciato oggi l’Associazione Siciliana della Stampa, sindacato unitario dei giornalisti, nel corso dell’audizione in commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana, convocata dalla presidente Margherita La Rocca Ruvolo, alla presenza del segretario regionale di Assostampa Sicilia Roberto Ginex (a sinistra nella foto) e del presidente del Gruppo uffici stampa Sicilia Vito Orlando (a destra nella foto). La seduta ha visto la partecipazione anche dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza.

Assostampa ha presentato un dossier di 20 pagine che fa uno spaccato sulla situazione dell’informazione ad oggi nelle aziende sanitarie siciliane, dei posti di giornalista pubblico previsti nelle nuove dotazioni organiche e nel piano triennale del fabbisogno del personale del comparto, recentemente approvate dalla Giunta di Governo.

«Vi sono ancore aziende- spiega il segretario regionale del sindacato dei giornalisti Roberto Ginex- tra le quali l’Arnas Civico di Palermo, la più grande azienda ospedaliera italiana del Sud dopo il ‘Cardarelli’ di Napoli, che da oltre 10 anni sono sprovviste di un addetto stampa e al momento nemmeno per il futuro ritengono di dover coprire i vuoti in organico in un settore quale la salute pubblica, dove è necessaria la massima correttezza, trasparenza e professionalità nell’informare l’utenza».

Orlando ha rappresentato le richieste del sindacato dei giornalisti: inquadrare prioritariamente nel profilo “specialista nei rapporti con i media, giornalista pubblico” il personale che svolga o abbia svolto la funzione di addetto stampa nelle aziende con il profilo di collaboratore amministrativo, così da salvaguardare le professionalità acquisite; prevedere, come da contratto nazionale sanità un’indennità di funzione per l’attività con contenuti di alta professionalità e specializzazione correlate alla iscrizione ad albi professionali, come è quella del giornalista pubblico; riconvertire i concorsi banditi a tempo determinato in tempo indeterminato e mettere a concorso i posti vacanti, tramite bandi a tempo indeterminato da emanare entro il 31 dicembre 2022.

L’assessore Razza si è mostrato favorevole all’emanazione di una circolare assessoriale per il passaggio degli addetti stampa nella nuova qualifica di giornalista pubblico, anche se si dovrà verificare la fattibilità per chi è stato assunto con altra qualifica e poi ha svolto quella funzione. Ha inoltre assicurato che sarà predisposto un atto di indirizzo affinché tutte le aziende inseriscano nel piano di fabbisogno del personale la figura del giornalista pubblico, così da poterla mettere a concorso.

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