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Turni massacranti per i medici? Denunce in arrivo per i dg che rifiutano di fornire i tabulati delle ore di lavoro

8 Luglio 2016

I direttori generali delle aziende ospedaliere talvolta si oppongono alla richiesta dei camici bianchi che vorrebbero utilizzare quei dati sulle ore in eccesso per fare causa allo Stato. I legali di Consulcesi: «Siamo pronti a denunciare per omissione di atti d'ufficio i dg inadempienti».

 

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ROMA. Omissione di atti d’ufficio. Dovranno, probabilmente, rispondere di questo reato i direttori generali delle strutture sanitarie pubbliche che si sono rifiutati di fornire ai medici i tabulati attestanti le ore di servizio svolte in eccesso e, quindi, in contrasto alla recente normativa che impone un tetto massimo all’orario di lavoro.

«Il diritto di accesso ai documenti amministrativi- spiegano i legali di Consulcesi– prevede l’obbligo per la pubblica amministrazione di concludere i procedimenti amministrativi, quindi anche la richiesta di accesso agli atti, entro il termine generale di 30 giorni e comunque mai oltre i 180».

«Alcuni Direttori Generali, fortunatamente ci risulta in pochi, pensano di essere dentro la sceneggiatura della prossima serie di “Gomorra”. Riteniamo una follia che dirigenti di strutture pubbliche si rifiutino di fornire ai dipendenti i tabulati con le ore lavorate in più. Non ci fermeremo a denunciarli alla Procura, il prossimo passo sarà, con l’aiuto dei medici coinvolti, la pubblicazione di una ‘black list’ per far emergere chiaramente le strutture coinvolte in questa violazione e, per contrasto, le tante che collaborano in modo corretto con i loro dipendenti».

Consulcesi ha già raccolto alcune segnalazioni da parte dei medici, relative alle difficoltà di ottenere la documentazione attestante gli orari di servizio utile per poter reclamare dallo Stato inadempiente (e non dalla propria struttura sanitaria) il rimborso fino ad 80 mila euro per la mancata attuazione della direttiva Ue nei 7 anni che vanno dalla Finanziaria del 2008 (che escluse solo il personale sanitario da questo diritto) al 25 novembre dello scorso anno (data di entrata in vigore della legge).

Nonostante le difficoltà incontrate, sono stati avviati oltre 7 mila ricorsi presso il Tribunale competente a decidere in merito al risarcimento danni. «Questo è avvenuto- commenta Consulcesi Group- proprio grazie alla collaborazione di tanti direttori generali e di numerose strutture che hanno anche appoggiato i dipendenti nelle loro azioni di rivalsa contro lo Stato».

Inoltre Consulcesi sottolinea: «È inammissibile che la legge 161/2014 sia entrata in vigore da oltre sei mesi e ancora ci siano ospedali dove i turni massacranti sono un’amara e triste realtà. Non si può continuare a rinviare lo sblocco del turnover e non si può giocare con la salute dei medici e degli stessi pazienti. Né si può impedire ai medici di continuare a tutelarsi con le nostre azioni collettive. A loro disposizione i nostri mille consulenti legali che rispondono al numero verde 800.122.777 oppure sul sito internet www.consulcesi.it».

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