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ASP e Ospedali

Il caso

«Turni massacranti»: ospedale di Lipari, si dimettono cinque medici e un infermiere

Continuano i disagi per la carenza di personale, causata da numerose rinunce da parte dei vincitori dei concorsi. Il commissario dell'Asp di Messina: «Dalla Regione abbiamo avuto il via libera per eventualmente garantire incentivi economici considerando la zona disagiata, li concorderemo con i sindacati».

Tempo di lettura: 5 minuti

Cinque medici e un infermiere hanno presentato nei giorni scorsi le proprie dimissioni all’ospedale di Lipari per le condizioni di lavoro proibitive, causate da una insufficienza atavica di personale sanitario. La grave carenza di dirigenti medici, infermieri e Oss nel nosocomio viene costantemente denunciata dal Nursing Up Messina che ha recentemente diramato una nota, firmata dal dirigente sindacale Biagio Proto, dove si evidenziano i turni massacranti a cui sono sottoposti i sanitari nell’isola, che addirittura vengono definiti “oltre i limiti della legalità”. Di fatto, l’ospedale Eoliano è ormai al collasso, nonostante diversi concorsi siano stati espletati dall’assessorato alla Salute regionale e dal commissario straordinario dell’Asp di Messina.

Le dimissioni del personale sanitario

Due anestesisti, due ginecologhe, la pediatra e un infermiere: sono questi gli ultimi dimissionari esasperati dagli estenuanti turni di lavoro, con una reperibilità h24, sette giorni su sette, ed un altissimo stress correlato al lavoro. Non potendo ricevere alcun cambio i medici devono essere reperibili sempre, senza potersi permettere di trascorrere una serata rilassante a cena o anche di fare una doccia in totale serenità. I medici lamentano, inoltre, che a causa della carenza di personale non è possibile loro operare in totale sicurezza durante le urgenze, perché non sempre sono presenti le figure necessarie.

Mancano anche gli infermieri che attualmente sono soltanto 36 per tutto l’ospedale, infatti, non sono mai stati rimpinguati quelli che sono andati in quiescenza. Un infermiere ha raccontato ad Insanitas di aver dovuto coprire 37 giorni di reperibilità in un mese. Gli Oss sono attualmente soltanto tre per tutta la struttura e di sera manca il cuoco. In questa situazione c’è chi ha preferito andare a lavorare in altre strutture pubbliche, come gli anestesisti assunti dal Policlinico e dal Papardo di Messina.

Tra gli altri dimissionari c’è addirittura chi ha rescisso il contratto con l’azienda pubblica per andare a lavorare in strutture private, pur di scappare da Lipari. «Noi stiamo facendo il possibile, abbiamo espletato il concorso per gli anestesisti, ma una candidata si è ritirata, quindi, a gennaio prenderà servizio soltanto l’altro vincitore. A settembre/ottobre abbiamo preso il farmacista e il patologo clinico. Per l’area del Pronto Soccorso i candidati erano tre, uno ha rifiutato e gli altri due hanno accettato, ma arriveranno tra un anno, al conseguimento della specializzazione. Altri concorsi abbiamo bandito in questo ultimo anno e a dicembre dovrebbero entrare in servizio altre persone» ha dichiarato Bernardo Alagna, commissario dell’Asp di Messina.

La carenza di anestesisti e le disparità

Attualmente l’Asp di Messina può fare affidamento soltanto su 8 anestesisti che ruotano dalla terra ferma, coprendo le sale operatorie, le aree di urgenza e le rianimazioni del territorio di Barcellona-Milazzo-Lipari, con turni di reperibilità assurdi. A loro, però, vengono pagate tutte le spese, alloggio compreso. Stessa cosa non avviene invece con i medici di base a Lipari, a cui non viene dato un contributo neanche per l’affitto. Viene pagato tutto anche al personale sanitario del Pronto Soccorso che lavora a Lipari in convenzione dal Papardo.

«In alcune particolari condizioni ho fatto arrivare degli anestesisti anche da Taormina, ma questa situazione non dovrebbe più verificarsi perché nei prossimi giorni dovremmo avere l’assunzione dei vincitori del concorso regionale gestito dal Policlinico “Giaccone” che l’assessore Razza ha bandito più di un anno fa- riferisce ancora il commissario Alagna- Venerdì, quindi, dovrebbero presentarsi nove anestesisti che vanno ad aggiungersi all’organico complessivo dell’Asp, sperando che al momento dell’assegnazione non vogliano rinunciare, perché purtroppo capita sempre più spesso che i medici rinuncino quando si trovano a dover andare in zone definite “disagiate” come Lipari, Mistretta o Sant’Agata. C’è sempre il pericolo che questi concorsi vadano deserti».

ambulatorio infezioni

Dino Alagna

Concorsi e incentivi

I concorsi vengono banditi ma spesso non producono alcuna assunzione perché pochissime persone, in generale, sono disposte ad andare a lavorare in una zona isolata come Lipari o Mistretta senza un incentivo di tipo economico o valido ai fini dell’avanzamento di carriera. Tutto ciò deve però essere stabilito e autorizzato dalla Regione, ma quest’ultima non ha messo a disposizione alcuna somma in tal senso, invitando al contempo l’Asp di Messina a muoversi in autonomia.

«Ho avuto un colloquio con Mario La Rocca, dirigente generale dell’assessorato, il quale mi ha detto che l’Asp può agire autonomamente, per cui se non c’è bisogno di un provvedimento regionale percorrerò anche questa strada. In tal caso dovrò fare un passaggio con i sindacati per evitare di creare disparità tra i dipendenti- aggiunge Alagna-  Inoltre, bisogna andare a modificare il contratto con una integrazione aziendale in cui si stabilisce, sempre d’accordo con i sindacati, che il personale sanitario a Lipari avrà un tot in più rispetto ai professionisti della terra ferma. Adesso sono in corso i concorsi in ortopedia e medicina generale, pertanto speriamo che i vincitori possano prendere servizio entro la fine di questo anno. Ma ci sono anche tutta un’altra serie di concorsi che abbiamo bandito a tempo indeterminato, per cercare di offrire un’attrattiva maggiore, in questo modo infatti c’è in futuro la possibilità di usufruire della mobilità e spostarsi in una sede più agevole. Sono procedure più lunghe però alla fine portano un risultato stabile e definitivo».

 

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