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Tumori neuroendocrini, al Policlinico di Messina un radiofarmaco innovativo

La U.O.C. di Medicina Nucleare è stata identificata quale unico centro proscrittore in Sicilia del Lutathera

Tempo di lettura: 2 minuti

MESSINA. Novità al Policlinico “Martino” di Messina per il trattamento dei tumori neuroendocrini. Infatti, a seguito della recente approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, alla commercializzazione e all’utilizzo del radiofarmaco innovativo Lutezio- 177Lu – oxodotreotide (Lutathera®) per la terapia radiorecettoriale dei tumori neuroendocrini, la U.O.C. di Medicina Nucleare è stata identificata quale unico centro proscrittore della Sicilia e ha iniziato, tra i primi centri in Italia, la somministrazione di tale radiofarmaco in regime di “ricovero protetto”.

Dalla direzione aziendale fanno sapere che l’uso del Lutathera è stato codificato per la “terapia radiorecettoriale dei pazienti adulti, affetti da tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici (NET-GEP) ben differenziati (G1 e G2), progressivi, non asportabili o metastatici, positivi ai recettori per la somatostatina”.

Lutathera rappresenta un’importante opportunità terapeutica per i pazienti affetti da NET-GEP come dimostrato dallo studio registrativo NETTER-1 che ha evidenziato risultati significativi in termine di rallentamento della progressione della malattia, di aumento della sopravvivenza globale e con evidenza oggettiva (imaging morfologico e PET) del carico lesionale. Rilevante pure il miglioramento della qualità della vita dei pazienti in presenza di trascurabili effetti avversi.

Secondo stime epidemiologiche l‘incidenza dei tumori neuroendocrini risulta in aumento in tutto il mondo anche in ragione delle migliorate possibilità diagnostiche e della maggiore conoscenza di tale patologia. In Italia vengono registrati circa 5 nuovi casi ogni 100.000 abitanti all’anno.

L’U.O.C. di Medicina Nucleare del Policlinico Martino è un punto di riferimento per i pazienti affetti da NET che vengono inviati per la terapia radiorecettoriale dalle varie realtà clinico-ospedaliere regionali e non solo.

Il modello è basato su un team multidisciplinare di esperti dedicati e prevede una rete integrata di competenze che risulta di fondamentale importanza per garantire appropriatezza e prontezza delle cure, evitando la migrazione dei pazienti verso altre sedi extraregionali.

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