Tumori, in Sicilia al via un nuovo percorso sanitario per prevenire complicanze cardiovascolari

18 Aprile 2019

Il provvedimento dell' Assessorato alla Salute, già apprezzato dal Simposio Internazionale di Cardiologia, è stato già recepito da tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere dell’isola.

di Redazione

PALERMO. La Sicilia è la prima tra le regioni italiane ad aver elaborato un percorso diagnostico terapeutico ed assistenziale (PDTA) in ambito cardio-oncologico.

Prende in via dall’Assessorato per la Salute il primo percorso innovativo regionale in ambito nazionale, per i pazienti oncologici in trattamento con farmaci chemioterapici e a rischio di complicanze cardiovascolari.

Nel video a cura di Valentina Grasso, le interviste a Ruggero Razza, Maria Letizia Di Liberti e Giovanni De Luca.

Un provvedimento inedito in Italia per quanto riguarda l’assistenza dei pazienti che in alcuni casi sviluppano una patologia cardiovascolare mentre seguono il percorso di cura antineoplastico.

Ogni anno in Sicilia vengono diagnosticati in media 22.667 casi di tumore di cui 12.183 (53,7%) casi fra maschi e 10.484 (46,3%) tra femmine. La patologia oncologica/ematologica determina ogni anno nell’isola una media di 40.348 ricoveri ordinari di cui il 55% negli uomini e il 45% nelle donne. Sono invece 12.432 le persone che muoiono a causa di una patologia oncologica.

Gli effetti cardiotossici delle terapie antineoplastiche, oltre a causare complicanze nello stato di salute del paziente, alzano sensibilmente i costi pro-capite delle cure: per un paziente esposto a effetti cardiotossici, il costo che il servizio sanitario sostiene è di 10.870 euro l’anno, una cifra decisamente maggiore rispetto alle cure destinate a un paziente oncologico con cardiopatie, ma senza esposizione, 5.777 euro, mentre per un paziente oncologico senza alcuna cardiopatia la spesa sarà di 4.689 euro.

Il nuovo protocollo che definisce il Pdta, firmato dall’assessore alla Salute Ruggero Razza e già adottato dalle Aziende del SSR mediante dei propri atti deliberativi, è già stato apprezzato nel corso della seconda edizione dell’International Cardiology Symposium a Siracusa lo scorso novembre ed è stato presentato stamattina a Villa Malfitano Whitaker nel corso di un convegno.

Nell’ambito dello sviluppo e miglioramento delle attività di pianificazione e programmazione sanitaria regionale e in un’ottica di Health Technology Assessment, il documento è stato realizzato da un Gruppo di lavoro multidisciplinare, composto dai rappresentanti delle principali società scientifiche ed esperti del settore, coordinato per l’Assessorato dal cardiologo Giovanni De Luca, dirigente del Servizio Qualità e Sicurezza.

In particolare il nuovo PDTA definisce un programma di sorveglianza per limitare con maggiore efficacia l’eventuale effetto cardiotossico dei farmaci e prevede: la stratificazione del rischio cardiovascolare del singolo paziente neoplastico, una strategia di prevenzione; il monitoraggio del paziente sottoposto a trattamento; un’identificazione precoce dell’eventuale danno cardiovascolare e l’immediata cura.

La prevenzione e il trattamento delle complicanze cardiovascolari riduce anche il rischio che la terapia antineoplastica venga sospesa.

«Sono orgoglioso del lavoro svolto dall’Assessorato e per aver raggiunto un cosi importante risultato, riconosciuto in ambito nazionale e internazionale, a tutela dei pazienti, che hanno il diritto di ricevere ogni tutela da parte delle istituzioni- afferma l’Assessore alla Salute, Ruggero Razza– Il PDTA sulla cardio-oncologia, insieme al nuovo Pdta per la cura del tumore al seno e per le neoplasia ereditarie, rappresentano un nuovo modo, più sicuro e trasparente, di fornire assistenza mirata ai pazienti affetti da cancro o sottoposti a trattamenti potenzialmente tossici, garantendo loro un approccio più sensibile, uniforme ed omogeneo in tutto il territorio regionale”.

Obiettivo principale del percorso di cardio-oncologia è quello di integrare competenze cardiologiche e oncologiche/ematologiche per migliorare l’offerta assistenziale prendendo in carico sia i pazienti oncologici con patologie cardiovascolari preesistenti o indotte a trattamenti, sia i pazienti oncologici non cardiopatici da sottoporre a terapie potenzialmente cardiotossiche.

Tra gli aspetti positivi inoltre anche la minimizzazione dei tempi di esecuzione della valutazione cardiologica.

A seguire ai reparti oncologici, punti di snodo del percorso sono sicuramente gli ambulatori di cardiologia degli ospedali in cui sono allocate le UU.OO o i servizi di Ematologia e/o Oncologia nei quali vengono eseguiti gli esami di I livello.

Qui sarà il cardiologo a valutare la necessità di riferire il paziente alle U.O. di Cardiologia per proseguire con gli esami di II e III livello, riservati ai casi clinici più complessi da un punto di vista cardioncologico.

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV