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Salute e benessere

Campagna di sensibilizzazione

Tumore del colon-retto, la prevenzione sbarca nelle aule universitarie: ecco l’iniziativa a Palermo

Il 9 e 16 maggio si è svolta la campagna di sensibilizzazione “Conoscere per vincere. La salute vien mangiando”. 

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. Sperimentare nuove strategie comunicative per trasmettere un messaggio di prevenzione efficace e diretto: è accaduto il 9 e 16 maggio nelle aule universitarie dei Dipartimenti di Fisica e Chimica-Segrè, Giurisprudenza, Ingegneria, Matematica e Informatica, Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali, Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche e Scienze Umanistiche nell’ambito della campagna di sensibilizzazione alla prevenzione del tumore del colon-retto “Conoscere per vincere. La salute vien mangiando”.

L’iniziativa, patrocinata dall’Università degli Studi di Palermo e promossa dal Rotary Club Palermo Teatro del Sole, è stata realizzata dal Dipartimento di Discipline Chirurgiche, Oncologiche e Stomatologiche (DiChirOnS), coordinato dalla prof.ssa Giuseppina Campisi, in collaborazione con il prof. Antonio Russo e il dott. Giuseppe Cicero del Settore Scientifico dell’Oncologia Medica, e con il prof. Silvestre Buscemi e la dott.ssa Sonya Vasto del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche Chimiche e Farmaceutiche (STeBiCeF).

Il progetto, nato tre anni fa nelle caserme di polizia, si è rivolto questa volta agli studenti e alle famiglie per spiegare loro le principali cause del tumore al colon-retto a partire principalmente dalla prevenzione a tavola.

Tra i primi fattori di rischio di cancro al colon-retto infatti si colloca una dieta ricca di grassi animali, con un alto consumo di junk food, carni rosse e insaccati.

Uno stile di vita che è possibile correggere soprattutto tra le fasce d’età più giovani con un incremento di frutta e verdura e una totale eliminazione o una forte riduzione di cibo spazzatura.

Una campagna interessante allorché si stima che il tumore al colon-retto sia il secondo più diffuso in Italia tale da essere inserito in un programma di screening nazionale insieme a quello alla prostata, alla mammella e alla cervice uterina, e per mortalità è secondo solo al tumore al polmone e alla mammella

Attraverso quello che gli americani chiamano il metodo “hit and run” cioè “colpisci e scappa”, la squadra di medici oncologi e nutrizionisti guidata dalla prof.ssa Giuseppina Campisi ha viaggiato su un camper nella cittadella universitaria piombando a sorpresa, ma pur sempre in accordo con i direttori dei Dipartimenti aderenti all’iniziativa, durante le lezioni seguite da studenti di aree non mediche per regalare in pochi minuti, e in maniera diretta, pratica e veloce, pillole di salute alla portata di tutti.

Gli interventi degli specialisti oncologi si sono concentrati su informazioni di epidemiologia, eziopatogenesi, diagnosi e terapia, con particolare attenzione alla prevenzione primaria basata principalmente su regole nutrizionali incentrate sulla dieta mediterranea e secondaria con esami microbiologici e strumentali da eseguire in qualsiasi laboratorio di analisi e nei reparti di medicina interna.

“Attraverso uno strumento di didattica integrativa, in tandem con i coordinatori didattici dei corsi di studio- spiega la prof.ssa Campisi- abbiamo raggiunto con un format efficace un gran numero di ragazzi per spiegare loro in maniera interessante e attrattiva come è possibile prevenire il k-colon”.

E continua: “L’intervento, con un linguaggio chiaro e competente ma pur sempre sereno, si è suddiviso in due parti: il primo a parlare è stato un oncologo che ha illustrato l’epidemiologia di questo tipo di neoplasia e i sintomi più diffusi ma anche i metodi di prevenzione secondaria e di diagnosi precoce attraverso la ricerca di sangue occulto nelle feci e la colonscopia; a seguire, a dialogare con gli studenti, è stata la nutrizionista che ha spiegato, con consigli pratici, come si possa curare la propria salute mangiando e per esempio riducendo a massimo 300 grammi alla settimana la carne rossa e gli insaccati, sostituendoli con un maggiore apporto di frutta e vegetali, per evitare che le tossine emesse da queste carni intervengano a cambiare il microbiota intestinale e determinino un’infiammazione”.

Queste microlezioni interattive e ambulanti hanno inoltre posto l’accento sulle patologie preesistenti che possono contribuire alla comparsa del tumore al colon-retto come “sicuramente – sottolinea – la diverticolosi, i polipi intestinali e la retto-colite”.

In occasione della campagna di sensibilizzazione è stata inoltre presentata l’app “CancroColon”, promossa dall’Associazione “Francesca Morvillo ONLUS” e scaricabile tramite Play Store ed Apple Store, suddivisa in sei aree dedicate all’epidemiologia, ai fattori di rischio, alla sintomatologia, alla terapia, alla prevenzione e alle informazioni utili da tenere sempre a portata di smartphone.

In due giornate sono stati raggiunti oltre 1.200 studenti che con grande interesse hanno seguito gli interventi degli specialisti rivolgendo anche domande specifiche su dubbi e curiosità sui luoghi di prevenzione e cura del tumore al colon-retto. Grazie al successo ottenuto il progetto si estenderà prossimamente anche ad altre aree tematiche.

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