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Tumore alla prostata, in Sicilia un modello di rete informatizzata

L'iniziativa per la gestione del PDTA è stato l’argomento al centro di un webinar organizzato da Fabio Cartabellotta.

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. L’informatizzazione di un modello di rete per la gestione del PDTA del tumore alla prostata e dei farmaci antiblastici è stato l’argomento al centro di un webinar organizzato da Fabio Cartabellotta (nella foto sopra), direttore FF UOC Medicina Interna dell’ospedale “Buccheri La Ferla”, per condividere tra esperti del settore questa best practice che permette di umanizzare le cure e, al contempo, ottimizzare le risorse. «Gli obiettivi di una rete informatizzata sono quelli di non far rimanere tutto su carta, ma renderla effettivamente operativa in modo che i professionisti e i pazienti possano vedere che cosa c’è intorno ad una patologia- spiega Cartabellotta, creatore anche della rete HCV Sicilia- Tutto ciò serve per migliorare la realtà diagnostica e terapeutica, consolidare l’integrazione tra i medici specialisti e il territorio, che purtroppo è molto carente, potenziare la relazione e la comunicazione con i pazienti».

Inoltre, aggiunge: «Questo modello consente di monitorare facilmente i risultati, perché grazie ad un sistema Web-based, i dati possono essere inseriti dai professionisti da qualunque computer, cellulare o tablet. Si tratta, quindi, di un database in cui inserire dei dati che possono essere estratti continuamente. Ciò consente di allontanare l’autoreferenzialità del singolo medico e i pazienti saranno curati grazie a questo sistema multidisciplinare di valutazione del sistema informativo che ci consente di individuare quale centro è più indicato per la cura di quel tumore specifico. L’uso dell‘ICT (information and communication technology) aziendale e sovraziendale serve anche a contrastare le disuguaglianze assistenziali e rispondere all’esigenza di superare la frammentarietà dell’assistenza».

Il “Tavolo Tecnico per la gestione del percorso diagnostico terapeutico e assistenziale (PDTA) del tumore alla prostata e dei farmaci antiblastici”, si è insediato e riunito per la prima volta nei locali dell’Assessorato per la Salute nel 2018, a marzo di quest’anno il PDTA è stato decretato e approvato.

«In ambito oncologico si creano i PDTA perché costituiscono un elemento di governance sia a livello ospedaliero, sia a livello regionale in cui rappresentano l’anima delle reti di oncologia. Nell’ambito della costituzione di un PDTA della prostata ci sono caratteristiche estremamente positive perché vengono valorizzate le buone pratiche cliniche attraverso un approccio di tipo multidisciplinare- precisa Nicolò Borsellino, direttore di Oncologia Medica dell’ospedale “Buccheri La Ferla” e coordinatore regionale del PDTA sulla prostata- Viene costruito un modello organizzativo personalizzato sui fabbisogni e le risorse dell’area di riferimento- in questo caso la Regione- e vengono fissati i cosiddetti indicatori per misurare continuamente l’efficacia e l’efficienza di questo percorso organizzativo, perché è chiaro che deve essere testato per capire se funziona. Con il PDTA, quindi, si arriverà ad una virtuosa ottimizzazione e allocazione delle risorse, oggi indispensabile per rendere sostenibile e governabile la Sanità, soprattutto in un momento di crisi come quello odierno».

Nicolò Borsellino

Pertanto, le reti oncologiche regionali rappresentano il modello organizzativo ottimale per razionalizzare, innovare e completare la prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione fisica e psicologica dei pazienti colpiti da tumore. Progressivamente le reti regionali si stanno riorganizzando verso un modello Hub&Spoke al fine di concentrare le patologie nelle strutture specifiche e migliorare la qualità e l’efficacia del servizio offerto. Questa tipologia di organizzazione dovrebbe assicurare la sostenibilità del sistema, la capillarità e allo stesso tempo la concentrazione dell’offerta. Per raggiungere tali obiettivi è necessario aumentare il livello di comunicazione tra operatori, pazienti ed istituzioni all’interno della rete utilizzando la continua evoluzione della tecnologia nel rispetto delle norme sulla privacy.

«La Rete Oncologica Siciliana è costituita da un coordinamento di professionisti con una serie di funzioni, ma la sua attività principale è proprio quella di sviluppare i PDTA. La rete è nata nel 2014 ma è stata rivisitata, per cui ci siamo reinsediati nel 2019 e abbiamo cominciato a lavorare a gennaio del 2020- riferisce Vincenzo Adamo, direttore del dipartimento di Oncoematologia del “Papardo” di Messina e coordinatore della Rete Oncologica Siciliana– In un anno circa, abbiamo esitato i PDTA dei tumori più significativi: prostata, polmone, colon-retto, mammella e ovaio, che sono tutti decretati. L’ultimo nato è stato istituzionalizzato a maggio: il “Molecolar Tumor Board” una struttura interna alla rete oncologica, finalizzata alla medicina di precisione in oncologia. Il PDTA della prostata è stato affidato a dei colleghi referenti, con il compito di coordinare il gruppo di lavoro per sviluppare il PDTA che in pratica è un volumetto, contenente le linee guida sull’algoritmo decisionale diagnostico-terapeutico di un tumore specifico. Il nostro prossimo obiettivo è che per tutti i PDTA della rete oncologica ci possa essere una informatizzazione».

papardo vincenzo adamo

Vincenzo Adamo

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