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L'annuncio

Tumore alla prostata, al via in Sicilia un nuovo percorso terapeutico per migliorare le cure

Si è insediato il tavolo tecnico presso l'assessorato regionale alla Salute.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Una rete unica a livello regionale che punta a garantire uniformità di accesso alle cure e miglioramento della qualità dei percorsi assistenziali, anche tramite il monitoraggio di indicatori di misurazione delle performance e della gestione dei rischi clinico-organizzativi.

Sono i principali obiettivi del “Tavolo Tecnico per la gestione del percorso diagnostico terapeutico e assistenziale (PDTA) del tumore alla prostata e dei farmaci antiblastici”, insediato e riunito per la prima volta nei locali dell’Assessorato per la Salute.

Previsti protocolli definiti e condivisi, che consentono la valutazione degli outcome clinici (morte, progressione della malattia, comparsa di altre patologie, morte per altre malattie) dopo la diagnosi corretta e dopo la terapia, compresi quelli a breve (1 anno), medio (2 anni) e lungo termine (5 anni), oltre all’analisi del rapporto costo/beneficio dei trattamenti e degli eventuali eventi avversi.

Coordinatore del progetto il dirigente medico dell’Unità Operativa Complessa di Medicina dell’Ospedale “Buccheri La Ferla” Fabio Cartabellotta che afferma: «I medici potranno applicare le migliori evidenze scientifiche disponibili (Evidence Based Medicine) al processo decisionale clinico, potranno offrire un adeguato livello delle cure sul territorio, aderente alla richiesta di salute della popolazione e alle conoscenze professionali, mentre il Sistema Sanitario Regionale misurerà la qualità degli esiti di salute in rapporto alle strutture organizzative e ai finanziamenti messi a disposizione (Value Based Medicine). Si potrà, quindi, operare un’analisi costo/efficacia del programma sanitario, con l’effetto di ridurre sul punto la mobilità regionale e i costi indiretti».

epatite prostata

Fabio Cartabellotta

«L’impiego clinico appropriato dei trattamenti a disposizione – ha spiegato ancora Cartabellotta – permetterà di massimizzare il beneficio clinico per i pazienti e garantirà la corretta allocazione delle risorse, evitando sprechi e favorendo, nel breve termine, l’accesso alla diagnosi ed alla terapia a tutti coloro che sono affetti da neoplasia prostatica».

Il PDTA del Tumore della Prostata sarà aggiornato periodicamente e oltre a favorire l’istituzione di una rete regionale di centri specializzati per garantire percorsi terapeutico-assistenziali standard per i pazienti affetti da neoplasia prostatica, potrà migliorare l’appropriatezza diagnostica dei medici specialisti e dei Medici di Medicina Generale.

«Con questo nuovo modello viene superata la parcellizzazione e la disuguaglianza nel percorso di cura – ha affermato l’Assessore alla Salute Ruggero Razza – auguro buon lavoro al tavolo tecnico che è stato insediato senza alcun impiego di risorse aggiuntive e in linea con gli obiettivi del Piano sanitario nazionale. Sono certo che riuscirà ad individuare i centri che in Sicilia costituiranno la rete per il Pdta in questione e saprà indirizzare la sua implementazione».

Componenti del Tavolo Tecnico sono: Fabio Cartabellotta, Nicola Borsellino (P. O. Buccheri La Ferla di Palermo), Roberto Bordonaro (ARNAS Garibaldi di Catania); Francesco Ferraù (P.O. Taormina, ASP. ME), Ivan Fazio (Casa di Cura Macchiarella, PA); Stefano Pergolizzi (Policlinico G. Martino di Messina), Michele Pennisi (A.O. Cannizzaro, CT), Gianfranco Savoca (Arnas Civico di Palermo), Vincenzo Ficarra (Policlinico Martino di Messina), Lucia Li Sacchi (dirigente del Servizio 4 “Programmazione ospedaliera”), Antonio Lo Presti (dirigente del Servizio 7 Farmaceutica del Dipartimento Programmazione), Giuseppe Murolo (dirigente del Servizio 5 Qualità e Governo Clinico del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico).

In Italia il carcinoma della prostata è la neoplasia più frequente per incidenza nel sesso maschile (il 19% di tutti i tumori diagnosticati nei maschi, a partire dai 50 anni di età). Solo nel 2016 nel nostro Paese si sono registrati circa 35.000 nuovi casi.

Come per altre neoplasie è presente un gradiente Nord-Sud tra le diverse Regioni italiane: 99,8 casi/100.000 abitanti/anno tra residenti del Nord-Italia; -20% (79,8/100.000) nelle Regioni del Centro e -33% (66,8/100.000) in quelle del Sud.

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