Dal palazzo

L'intervista di Insanitas

Tubercolosi, l’infettivologo Cascio: «Ecco come si contrae, i sintomi e le cure»

In Sicilia dal 2009 a giugno 2021 su 3.745 persone che hanno avuto uno o più ricoveri ne sono morte in ospedale 166 (4,4%).

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La tubercolosi è una malattia infettiva e contagiosa tra le dieci principali cause di morte nel mondo. In Sicilia più del 50% dei ricoveri sono proprio di persone provenienti dall’Africa sub equatoriale, dall’Asia e dall’Europa orientale. Dal 2009 a giugno 2021 su 3.745 persone che hanno avuto uno o più ricoveri ne sono morte in ospedale 166 (4,4%).

Nel 2021 c’è stato un apparente aumento dei casi, dovuto al fatto che nel 2020 a causa del COVID tanti pazienti non sono stati ricoverati. Ma fortunatamente i casi di tubercolosi sono in diminuzione in tutto il mondo. Riconoscere i sintomi e una diagnosi precoce sono fondamentali ne parliamo con l’infettivologo Antonio Cascio (nella foto di Insanitas), direttore della U.O.C. “Malattie Infettive” del Policlinico “Giaccone”.

Prof. Cascio, la Tubercolosi è una malattia ancora presente in Sicilia.
«Al momento in Sicilia ci sono tante persone ricoverate per tubercolosi. Ogni anno vengono ricoverate circa 300-350 persone, di cui il 7% è rappresentato da bambini spesso non nati in Italia o figli di immigrati».

Qual è il batterio che causa la malattia infettiva?
«La tubercolosi é una malattia infettiva contagiosa provocata (nel 90% dei casi) da Mycobacterium tubercolosis di tipo umano o bacillo di Koch. Più rare sono le forme da M. bovis, agente eziologico della tubercolosi bovina e trasmesso alla persona per via alimentare (attraverso latte e latticini) e quelle da M.africanum, isolato da lesioni polmonari di soggetti residenti in diverse zone dell’Africa equatoriale».

Le infezioni per via gastrointestinale da cosa sono provocate?
«Da ingestione di alimenti contaminati, maggiormente provocata dal Mycobacterium bovis presente nel latte di animali infetti. Essa oggi risulta rara, dato il controllo esercitato sugli allevamenti e l’abitudine di consumare solo latte pastorizzato».

Che cosa provoca la tubercolosi?
«Colpisce abitualmente i polmoni provocando una polmonite subacuta-cronica, ma può essere generalizzata e interessare altri distretti corporei: meningi, ossa, apparato urogenitale, etc. Si distingue la tubercolosi primaria da quella post-primaria. La TBC primaria si realizza in seguito al primo contatto con il M.tubercolosis, quindi in un soggetto privo di immunità specifica, spesso è asintomatica e guarisce spontaneamente ma può anche progredire verso quadri di malattia conclamata di gravità diversa. Mentre la TBC post-primaria si verifica anni dopo l’infezione primaria in presenza quindi di immunità specifica, è in genere espressione di una riattivazione endogena ed è quasi sempre sintomatica».

Quali sono i segnali e i sintomi?
«Febbre, sudorazione, astenia, dimagrimento, tosse cronica, tosse con presenza di sangue».

Come si cura?
«Si utilizza un’associazione di antibiotici specifici (rifampicina, isoniazide, pirazinamide ed etambutolo) che devono essere regolarmente assunti per un periodo di 6-9 mesi».

Come si contrae?
«Da persona a persona nella stragrande maggioranza dei casi per via aerea. L’aria infetta, espirata dal soggetto malato, contiene piccole goccioline del diametro di 3-5 micron che si disperdono nell’aria e possono essere inspirate e raggiungere gli alveoli polmonari di altre persone infettandole. La principale fonte di contagio è quindi il malato di tubercolosi polmonare che con la tosse elimina goccioline di secreti infetti. La possibilità di trasmissione aumenta quando il malato presenta escreato abbondante, tosse violenta e segni radiologici di cavitazione (caverne). Più raramente l’infezione da M. tubercolosis può avvenire attraverso l’orofaringe, l’intestino e la cute».

In che modo i bambini possono contagiare o essere contagiati?
«È difficilissimo che i bambini possano essere fonte di contagio perché la tosse, se presente, manca della forza necessaria per mantenere le particelle infette delle dimensioni adatte in sospensione. Inoltre le forme cavitarie nel bambino sono poco frequenti.
Frequente fonte di contagio per il bambino è l’ambiente familiare in cui particolarmente pericolose sono le persone anziane, che da anni possono essere portatrici di forme polmonari croniche non diagnosticate con l’eliminazione, anche modesta e discontinua, di micobatteri».

Quali fattori influenzano la probabilità di essere contagiati dopo un contatto con una persona infetta?
«La possibilità di esser contagiati dipende dalla concentrazione di microorganismi presenti nell’aria (tale concentrazione dipende dal volume della stanza e dalla sua ventilazione), dal periodo di tempo in cui una persona esposta respira l’aria contaminata e dallo stato immunitario dell’individuo esposto. Le persone infette da HIV o con altri deficit immunitari hanno maggiori probabilità di contrarre l’infezione da M. tuberculosis dopo l’esposizione rispetto alle persone con immunità normale».

Negli ultimi anni è aumentato il numero di persone con TB?
«Fortunatamente i casi di tubercolosi sono in diminuzione in tutto il mondo, grazie soprattutto a un miglioramento delle qualità della vita. Nel 2021 abbiamo assistito a un apparente aumento dei casi dovuto al fatto che nel 2020, a causa del COVID, tanti pazienti non sono stati ricoverati. Ci sono paesi in cui la malattia è molto endemica specialmente in quelli dell’Africa sub equatoriale, dell’Asia e dell’Europa orientale. Più del 50% dei ricoveri siciliani per tubercolosi sono proprio di persone provenienti da tali paesi».

Si stima che tra il 2020 e il 2021 sia cresciuto il numero di casi di TB resistenti ai farmaci?
«Nel 2021 i test di sensibilità ai farmaci in Italia sono stati eseguiti su 1406 ceppi e sono stati rilevati 44 casi (3,1%) di TB multiresistente (RR/MDR-TB), di cui 10 (22,7%) erano casi pre-XDR-TB. Le resistenze sono in genere secondarie a trattamenti terapeutici praticati in maniera discontinua o subottimale. In considerazione che la terapia deve essere regolarmente fatta per 6-9 mesi non è infrequente che i pazienti per i più disparati motivi possano non assumere regolarmente la terapia o interromperla prima del dovuto».

Per prevenire il contagio quali misure sono adottate negli ospedali?
«I pazienti adulti con sospetta tubercolosi vengono ospitati in isolamento in stanze a pressione negativa o, in assenza della pressione negativa, in stanze provviste di finestre. Anche i bambini con lesioni polmonari cavitarie è giusto (anche se sono poco contagiosi) che siano ospitati con le medesime modalità».

In caso di contagi sospetti cosa bisogna fare?
«Se si sospetta di essere stati contagiati bisogna eseguire al più presto l’intradermorazione secondo Mantoux o il test Quantiferon (per verificare se per caso già prima del paventato contagio si era già positivi) e ripetere il test dopo 3 mesi. Se i test ripetuti dopo 3 mesi sono positivi e quelli eseguiti subito dopo il paventato contagio sono negativi, allora con certezza quasi matematica il contagio è realmente avvenuto dopo il contatto incriminato. Se le persone che si sospetta possano essere state contagiate sono bambini piccoli o a diverso titolo immunodepresse deve essere considerata la possibilità di iniziare il trattamento prima ancora di aver conferma che il contagio sia realmente avvenuto».

La mortalità è alta?
«La tubercolosi è una malattia curabile e per la quale non si dovrebbe morire. In Sicilia dal 2009 al giugno 2021 su 3.745 persone che hanno avuto uno o più ricoveri ne sono morte in ospedale 166 (4,4%). La mortalità nella tubercolosi è associata all’età anziana, al consumo di alcol, a patologie tumorali o ematologiche, all’infezione da HIV e al coinvolgimento del sistema nervoso centrale. I casi di morti nei bambini sono rarissimi. La tubercolosi, soprattutto quando trattata in ritardo, può lasciare reliquati a livello polmonare (tipicamente bronchiectasie) o anche in altri organi».

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