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Truffa dei falsi invalidi a Siracusa, Razza: «Al via subito i provvedimenti disciplinari»

6 Febbraio 2020

L'assessore alla Salute: "Ho già dato mandato al direttore dell’Asp di avviarli nei confronti dei dipendenti dell’Azienda coinvolti nell’inchiesta. Rubare sull'invalidità è un crimine contro chi soffre". Il d.g. Ficarra "massima collaborazione con la magistratura"

 

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Falsi invalidi a Siracusa, sull’inchiesta “Povero Ippocrate”  comunicata oggi agli organi di stampa dalla Procura di Siracusa, arriva il commento dell’assessore Ruggero Razza: «Rubare sulla invalidità è un crimine contro chi soffre e sottrae le risorse che lo Stato e la Regione destinano a persone con disabilità. I fatti oggetto dell’indagine, coordinata dalla Procura di Siracusa, confermano un quadro desolante e poco importa che essi siano riferiti a un periodo risalente ad alcuni anni oppure che nelle scorse settimane, dopo tanto tempo, la direzione generale dell’Asp abbia opportunamente provveduto ad avviare le procedure per il rinnovo delle commissioni di invalidità».

Queste le parole dell’assessore regionale alla Salute a commento dell’inchiesta ‘Povero Ippocrate’ condotta dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria della Procura di Siracusa.

Due persone, compreso un neurologo dell’Asp, sono agli arresti domiciliari, con inoltre due obblighi di dimora, sette divieti di esercitare la professione di medico, 73 indagati (compresi 12 medici dell’Asp e 5 dell’Inps) e beni sequestrati per 600 mila euro.

Secondo l’accusa i medici redigevano falsi certificati per pensioni di invalidità e per l”accompagnamento e ci sarebbe stato un giro di mazzette.

«Ho già dato mandato al direttore dell’Asp di Siracusa- prosegue Razza- di avviare subito i provvedimenti disciplinari previsti dalla legge nei confronti dei dipendenti dell’Azienda coinvolti nell’inchiesta. Il rispetto delle garanzie individuali è un principio di civiltà giuridica, ma esistono responsabilità che possono essere autonomamente accertate rispetto alle quali non si deve esitare».

In base all’inchiesta alcuni pazienti sarebbero stati sedati per apparire malati, così come ci sarebbero stati falsi esami diagnostici e strumentali. Inoltre finti parenti e false badanti servivano a descrivere e confermare la presenza dei sintomi simulati.

“Da una sommaria ricognizione interna rispetto ai fatti appresi dalla stampa, che merita ulteriori approfondimenti – dichiara il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra– nella vicenda sembrano essere coinvolti pochi medici dipendenti dell’Azienda nei confronti dei quali stiamo avviando i procedimenti disciplinari. Nell’assicurare la massima collaborazione alla Magistratura, non possiamo fare a meno di rilevare come per colpa di pochi si getta discredito sui tanti professionisti dipendenti del servizio sanitario che si prodigano onestamente per garantire il diritto alla salute dei cittadini”.

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