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Salute e benessere

L'approfondimento

Trattamento non chirurgico delle vene varicose e safene, Alongi: «Ottimi risultati dal dispositivo Varixio»

L'angiologo siciliano illustra ad Insanitas il suo studio presentato a Dubai: «Questo innovativo macchinario grazie alla centrifuga produce una mousse di alta qualità, densità e stabilità. Non sono state osservate complicanze postoperatorie tranne un caso sui circa 200 esaminati».

Tempo di lettura: 4 minuti

Il primo studio sul trattamento non invasivo delle vane safene e varicose, con il nuovissimo dispositivo “Varixio”, è stato presentato a livello mondiale dal giovane angiologo siciliano Giovanni Alongi (nella foto) durante il Congresso Internazionale di Flebologia a Dubai. Nello specifico Varixio, è il primo, e al momento unico, apparecchio che produce in maniera automatica una mousse di altissima qualità e stabilità per il trattamento ecoguidato delle vene safene e vene varicose: dunque un nuovo sistema totalmente non invasivo che evita l’approccio chirurgico, la sala operatoria e la consequenziale anestesia.

«Questo dispositivo innovativo consente di condurre il trattamento con mousse ecoguidata ed ecodinamica per trattare le vene varicose e safene, ed evitare l’intervento chirurgico, ma non è questa la novità, infatti da circa 7/8 anni il macchinario è in uso, anche se siamo pochissimi in Italia ad averlo- spiega il dottore Alongi ad Insanitas- La novità riguarda la mousse che finora è stata fatta solo e soltanto con metodo manuale. Il processo è un po’ come quello della panna montata, è chiaro che facendola a mano viene meno strutturata. Varixio ha una centrifuga particolare che fa 4000 rotazioni al minuto, per cui produce una mousse di alta qualità, densità e stabilità. Questo consente di avere dei risultati dentro la vena superiori perché se la mousse diventa liquida il risultato non è il massimo».

«Il macchinario è uscito l’anno scorso a gennaio e sono stato il primo in Italia ad acquistarlo, quindi ho deciso di condurre uno studio per testarlo, ho comunicato la mia intenzione all’azienda produttrice che si è espressa in modo favorevole» aggiunge Alongi. Questo mese sarà pubblicato sull’importante rivista scientifica “International Angiology” lo studio (CLICCA QUI per l’abstract) in cui sono stati inclusi circa 200 trattamenti di grandi vene safene del diametro mediano compreso tra gli 8 e 18 mm, portato avanti da Alongi che scrive: «Non sono state osservate complicanze postoperatorie ad eccezione di un caso. La preparazione automatica sembra produrre una schiuma molto stabile, durevole e sicura. Sono necessari ulteriori studi per valutare il tasso di occlusione a lungo termine e il confronto con altri trattamenti chimici e non chimici».

Giovanni Alongi si è specializzato nel corso degli anni proprio in questo tipo di interventistica sperimentando con successo e ottimi risultati metodi come il “ClaCs”, in grado grazie ad uno speciale laser associato alla mappatura con realtà aumentata Veinviewer, di trattare le teleangectasie e le vene reticolari e la mousse emodinamica e la Glue (colla cianocrilato), che risolve in via ambulatoriale safene e vene varicose di grosso calibro senza traumi e con numerosi vantaggi per chi ne soffre.

Ora arriva il nuovo dispositivo all’avanguardia che lo specialista siciliano ha illustrato nell’assise degli Emirati Arabi Uniti, uno degli appuntamenti più prestigiosi che riunisce flebologi e angiologi provenienti da tutto il pianeta: «Le vene varicose sono un problema principalmente estetico, le vene safene rappresentano invece un problema clinico, che fino a qualche anno fa si risolveva con l’intervento chirurgico. Adesso con l’ecocolordoppler si va ad individuare la safena dilatata e insufficiente e in ambulatorio, senza dover andare in sala operatoria, attraverso un ago ecoguidato con ecografo si va ad inserire all’interno della safena dilatata questa mousse di altissima qualità- precisa ancora l’angiologo agrigentino- La schiuma da disporre sulle pareti della vena dilatata porta alla formazione di un cordone fibroso che esclude dal circolo il segmento malato senza rimuoverlo. In questo modo si garantisce la risoluzione dei problemi circolatori perché non c’è più il rischio di trombosi, di ulcera, pesantezza, dolori, vene varicose e tutto ciò che ne consegue. Il paziente deve solo usare una calza elastica per un breve periodo e può ritornare subito alla propria vita quotidiana senza bisogno di stare a risposo».

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