Trasfusioni e chemioterapie sicure all’ASP di Ragusa grazie al sistema Secure-Blood

29 Ottobre 2020

Errori azzerati, ed ora i risultati del team guidato dal dottore Giovanni Garozzo fanno scuola in tutto il Paese

di Redazione

Del sistema Secure-Blood ne avevamo già parlato in questo articolo dell’aprile del 2016 (leggi qui) perché già allora ci era sembrato di essere al cospetto di un sistema che prometteva di diventare la soluzione ad un rischio, per certi versi raro, ma al quale solo in Italia sono esposte ogni giorno quasi 2mila persone. A distanza di 4 anni quel sistema promettente è diventata una delle best practice del Servizio Trasfusionale dell’ASP di Ragusa, dove gli errori si sono praticamente azzerati. Il team guidato dal dottore Giovanni Garozzo ora fa scuola in tutto il Paese.

In Italia vengono trasfusi mediamente 1.728 pazienti al giorno, 630.770 l’anno, con 8.045 sacche infuse ogni giorno, 3 milioni di sacche all’anno. Basta una sola sacca sbagliata, anche solo poche gocce erroneamente infuse possono essere fatali. E’ ciò che è accaduto l’anno scorso ad una donna di 84 anni, sottoposta ad un intervento di chirurgia ortopedica presso l’Asst di Vimercate, alla quale era stata infusa una sacca di sangue destinata ad un’altra ricoverata con lo stesso nome. Un caso di omonimia risultato fatale. Un caso che, con il sistema sicure blood, si sarebbe sicuramente evitato.

Il Servizio Trasfusionale dell’ASP di Ragusa, che è anche centro regionale di qualificazione biologica di riferimento per l’area della Sicilia sud orientale, analizza circa 65 mila unità di sacche ogni anno. Un lavoro fondamentale che in termini quantitativi rappresenta  più di un quarto di tutta la raccolta di sangue che avviene in Sicilia. Ormai da diversi anni la provincia di Ragusa registra dati ben sopra la media nazionale quanto alle donazioni di sangue, grazie ad un lavoro di squadra ormai perfettamente collaudato fra l’ASP e le varie sedi dell’AVIS distribuite in diversi comuni iblei. Le sacche di globuli rossi e di piastrine raccolte dal Servizio Trasfusionale di Ragusa, oltre a soddisfare il fabbisogno interno dell’ASP, vengo inviate al Policlinico Vittorie Emanuele di Catania, all’ARNAS Garibaldi di Catania, L’Ospedale San Vincenzo di Taormina e l’Ospedale Papardo di Messina.

Ma, tornando al sistema Secure Blood, da diverso tempo ormai l’ASP di Ragusa utilizza lo stesso processo anche per mettere in sicurezza la filiera di produzione ed infusione dei farmaci chemioterapici ai propri pazienti. Il funzionamento è esattamente lo stesso rispetto al “tracciamento” delle sacche di sangue ed ha consentito all’ASP di Ragusa di mettere a punto una buona pratica che elimina la possibilità di errore. Nel video il sistema viene spiegato dettagliatamente.

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