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“Traghetti impossibili”: il dramma degli operatori sanitari calabresi che lavorano in Sicilia

2 Aprile 2020

La denuncia dei sindacati: "I pendolare costretti a lunghe attese aumentando le possibilità di trasmettere il Coronavirus".

 

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MESSINA. I nuovi orari dei traghetti stanno creando gravi disagi a diversi lavoratori della sanità messinese. C’è anche un grave rischio perché il personale pendolare della Calabria è costretto a lunghe attese aumentando le possibilità di trasmettere il virus. Inoltre i sanitari devono attendere ogni giorno per ore l’imbarco senza certezza di rientrare tra i possibili passeggeri.

“È un dramma nel dramma” afferma la segreteria provinciale del Nursind Messina che in una nota al governo regionale chiede di istituire degli orari più consoni con le esigenze lavorative di medici e infermieri.

Il Nursind chiede inoltre “corsie preferenziali per l’imbarco, perché ci sono medici e infermieri costretti a uscire da casa quasi due ore prima per mettersi in fila per prendere la nave, sempre nella speranza di rientrare tra le 130 persone che potranno salire a bordo”.

Il Nursind spiega che “i lavoratori sono stremati, e ogni ulteriore beffa e difficoltà rischia di demoralizzare e danneggiare ulteriormente il personale. Per esempio chi ha il turno pomeridiano è costretto a prendere il traghetto alle 8 dovendo poi sostare a Messina per cinque ore prima di prendere servizio. Terminando il turno di mattina, la prima nave per tornare in Calabria è alle 17 circa. Questo sta creando molti disagi oltre a gravi rischi, perché i sanitari che hanno contatti con pazienti positivi, sono in giro in attesa di poter rientrare a casa”.

Il Nursind chiede quindi al governo di inserire le seguenti corse: da Villa San Giovanni partenza alle 6, alle 12 e alle 18,40 mentre da Messina partenza alle 8, 14-15, 20,40.

Sulla vicenda interviene anche Confintesa Sanità Calabria, sottolineando che “i pendolari sanitari sono costretti a viaggiare sullo Stretto in modo disumano. La sospensione delle Navi Veloci e la riduzione delle navi trasforma il loro viaggio per raggiungere i luoghi di lavoro in una vera e propria Odissea. Orari non consoni, aggravati dal fatto che non esiste una corsia preferenziale, costringono gli Operatori Sanitari a partire tre ore prima ed arrivare a casa tre ore dopo, per attraversare 3 km di Mare. Ovviamente senza tenere in considerazione la promiscuità che si viene a creare nelle lunghe attese prima e dopo l’imbarco, visto anche gli imbarchi di gente che continua a tornare nei propri domicili dalle Città del Nord”.

Da qui la richiesta di Confintesa Sanità Calabria:

PARTENZA DA VILLA SAN GIOVANNI: Ore 6:00, 12:00, 18:40.

PARTENZA DA MESSINA: Ore 8.00, 12.00, 18.40.

UNA CORSIA PREFERENZIALE per evitare code inutili e rimanere bloccati nei porti fino all’indomani, come successo più volte.

UN SERVIZIO APPOSITO almeno per il personale Sanitario legato agli Ospedali dedicati al CoVid-19 e per un periodo limitato, con l’utilizzo di imbarcazioni in forza alla Guardia Costiera, Carabinieri, Polizia o Guardia di Finanza.

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