Dal palazzo

L'approfondimento di Insanitas

Tossicodipendenze, in aumento il fenomeno delle “new drugs”

L'intervista al prof. Fabio Venturella, delegato dell'Ateneo di Palermo per le attività connesse a "New drugs, rape drugs, tossicodipendenze e doping amatoriale"

Tempo di lettura: 7 minuti

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità: «Una droga è una qualsiasi sostanza che, se inalata, iniettata, fumata, ingerita, sciolta sotto la lingua, assorbita attraverso un cerotto sulla pelle o da diverse mucose, provoca un temporaneo cambiamento psico-fisico nel soggetto, il suo umore e le sue attività mentali».

Sono droghe non soltanto la cocaina, l’eroina, cannabinoidi ma anche molte sostanze usate nelle terapie mediche o consumate liberamente, come la nicotina (contenuta nel tabacco), l’alcol e la caffeina (contenuta nel caffè o nel thè). Sostanze che generano una forte dipendenza, sia fisica che psichica. L’abuso di droghe e la dipendenza patologica possono portare ad effetti sulla salute sia a breve che a lungo termine. Per tossicodipendenza, non si fa riferimento, appunto, solo a droghe d’abuso, infatti, anche l’alcolismo ed alcuni farmaci possono creare dipendenza, fisica o psicologica. Per combatterla è necessaria una vera integrazione tra servizi sociali ed educativi, sanitari e delle forze dell’ordine.

La tossicodipendenza, per essere curata definitivamente, richiede un approccio multidisciplinare con interventi psicologici, sociali e farmacologici. La somministrazione di farmaci è un elemento che accomuna la stragrande maggioranza delle cure per la tossicodipendenza, dal momento che è molto difficile riuscire ad abbandonare l’uso della sostanza stupefacente con il solo approccio psicologico.

Abbiamo intervistato il professore dell’Università di Palermo Fabio Venturella, delegato a curare per l’Ateneo le attività connesse al “New drugs, rape drugs, tossicodipendenze e doping amatoriale”, infatti, da anni si occupa di rilevazione di dati sia in merito alla conoscenza degli adolescenti sulle sostanze di abuso e sul doping amatoriale, tramite somministrazione di questionari nelle scuole e all’Università, sia sui casi di intossicazione da sostanze di abuso registrate ai pronto soccorso o dati relativi ai trattamenti e ai soggetti responders e non responders in cura ai SER.T.

Professore Venturella, quali sono gli aspetti farmacologici e tossicomanigeci del crack?
«È una sostanza ricavata tramite processi chimici dalla cocaina,viene assunta inalando il fumo dopo aver sciolto i cristalli. Il crack induce dipendenza  e può portare a un aumento del numero delle assunzioni. Un consumo continuato e prolungato può portare all’alienazione dell’individuo con sintomi simili alla schizofrenia, a una forte aggressività o a stati paranoici accompagnati da deliri e forti allucinazioni oltre a problemi cardiaci ed epatici».

Qual è il trattamento terapeutico per chi fa uso di eroina?
«Per cocaina e crack l’approccio è sintomatico, non c’è un vero e proprio trattamento, al contrario per eroina e alcol c’è un farmaco. Per la cocaina si procede a tentativi e si presta molta attenzione alle conseguenze psichiche. Alcune persone soffrono di ansia,  depressione, psicosi, problemi cardiaci. La dipendenza da cocaina viene definita come una “patologia cronica recidivante ad eziologia multifattoriale” ed è molto difficile da trattare, non esistendo un vero e proprio farmaco ‘sostitutivo’ ed essendo una sostanza che determina anche tantissimi disturbi di natura psichica e fisica. Per l’eroina esiste il trattamento con metadone. Se prescritto e utilizzato in modo corretto, non causa intossicazione e prevede il raggiungimento di dosaggi di copertura, definiti “eroina blocking”, che riducono l’effetto gratificante dell’eroina e ne annullano i sintomi d’astinenza per almeno 24 ore. La buprenorfina, in alternativa, offre un margine terapeutico più ampio ed è quindi più sicura. Al contrario di quanto avviene con la maggior parte dei farmaci di sostituzione, un’assunzione regolare di buprenorfina non comporta episodi di depressione respiratoria».

Diffusione uso improprio di alcool e droghe. Quali gli effetti a livello clinico? I danni che causano alla salute?
«Oggi il concetto di ‘droga’ si è allargato a sostanze chiamate ‘new drugs’, sintetizzate e diffuse con maggiore facilità anche attraverso canali ‘alternativi’ quali internet, rave party, discoteche e persino ambienti sportivi. Sono sostanze con attività psicotropa simile a quella delle comuni sostanze di abuso, ma più potenti ed estremamente pericolose, con effetti imprevedibili e spesso nemmeno noti a chi le diffonde. Per quanto riguarda l’alcool, se è vero che in base agli ultimi dati Istat è migliorato in Italia il consumo consapevole con la percentuale di popolazione sopra i 14 anni che ha ecceduto in almeno un comportamento di consumo a rischio di bevande alcoliche che è scesa dal 19,9% del 2010 al 15,3% del 2022,è anche vero che resta, tra le sostanze legali, la più diffusa tra i giovani, consumato nell’anno da circa 1milione e 900mila studenti di 15-19 anni. Per oltre 780mila studenti (33%) si è trattato di un consumo elevato che ha portato all’intossicazione alcolica e, tra i 18-24enni, la quota di quanti hanno avuto una intossicazione da Alcool nell’ultimo anno è circa il 50%, tramite le binge drinking ( abbuffate di alcool nella stessa serata). Da monitorare anche le sfide sui social o metodi alternativi di assunzione come l’eyeballing, ovvero ‘bere’ attraverso gli occhi».

In cosa consiste il trattamento dell’alcol?
«Il trattamento dell’alcolista è altrettanto complesso e non si limita, anche in questo caso, al solo trattamento farmacologico. Intanto le motivazioni del soggetto nell’iniziare un percorso sono altrettanto fondamentali. Esistono diversi protocolli di trattamento. In genere si utilizzano farmaci come Acamprosato, Naltrexone, antidepressivi ma possono esserne usati altri come Ondansetron, Alcover, etc. oltre il supporto psicologico con sedute individuali e collettive».

Cosa sono le Rape Drugs?
«Le “droghe dello stupro” sono un insieme  di sostanze così denominate poiché possono essere utilizzate, all’insaputa della vittima, allo scopo di perpetrare atti violenti, in particolare violenza sessuale. Possono avere effetti sedativi, ipnotici, dissociativi e/o causare amnesia e possiedono la caratteristica di poter essere somministrate alla vittima,nalla maggior parte dein casi in bevande, senza che questa se ne renda conto, essendo per lo piu’ inodori e insapori. Le più comuni droghe da stupro sono il GHB (gamma-idrossibutirrato o acido gamma-idrossibutirrico), il GBL (gamma-butirrolattone), il BD (1,4-Butanediolo), alcuni tipi di benzodiazepine tra cui, in particolare, il Flunitrazepam, comunemente noto come Roipnol e la Ketamina».

C’è pure l’uso improprio di farmaci…
«Da non sottovalutare, specie nel periodo post-covid, secondo i dati della relazione annuale delle politiche antidroga, l’uso di psicofarmaci, che nell’ultimo anno, ha coinvolto quasi 270mila 15-19enni. L’abuso può portare anche a dipendenza sia psichica che fisica».

Cosa emerge dai dati raccolti relativi all’intossicazione da sostanze di abuso registrate ai pronto soccorso o dati relativi ai trattamenti e ai soggetti responders e non responders in cura ai SER.T.?
«Che si confermano i dati analizzati dalla Relazione Annuale sul fenomeno delle tossicodipendenze inviata al Parlamento dal Sottosegretario Alfredo Mantovano. La cocaina continua ad essere una delle sostanze più presenti nel mercato delle droghe in Italia: negli ultimi quattro anni i quantitativi intercettati nel nostro Paese sono passati da circa 3 tonnellate e mezzo (2018) a oltre 26 tonnellate di sostanza sequestrata. Sono mezzo milione le persone che ne hanno fatto uso nel corso dello stesso anno rendendo evidente che la cocaina resta una delle sostanze stupefacenti più diffuse nel Paese, dato confermato anche dalle analisi delle acque reflue. Tutti gli indicatori confermano anche i prodotti della cannabis come sostanze stupefacenti tra le più utilizzate in Italia, dato in linea con i medesimi indicatori riferiti a domanda e offerta a livello europeo e mondiale».

Altro ancora?
«Non è da sottovalutare la diffusione tra i giovani di eroina con vie di assunzioni altermative quali il fumo, che possono dare l’illusoria percezione di un minore rischio rispetto la via endovenosa. Infine il consumo delle cosiddette NPS (Nuove Sostanze Psicoattive), composti sintetici che, essendo rapidamente manipolabili, sono difficili da rilevare e non sono immediatamente elencati nelle liste delle sostanze vietate dalla legge e dagli accordi internazionali, dando anche in questo caso l’illusoria percezione che non siano pericolose in quanto temporaneamente legali e spesso contenute all’interno di piccole pillole colorate o ‘sali da bagno’ o francobolli, che fanno sottostimare il rischio perché si pensa che siano a basso dosaggio».

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