Test sierologici a campione, in Sicilia finora il 56% dei contattati ha rifiutato

10 Giugno 2020

In Sicilia sono state selezionate dall’Istat 11.183 persone, distribuite in 120 Comuni, di cui finora 1.629 hanno accettato di partecipare all’indagine e 2.099 hanno declinato l'invito telefonico della Croce Rossa Italiana.

 

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PALERMO. Prosegue a rilento l’indagine di siero-prevalenza dell’infezione da virus SARS-CoV-2 avviata dal Ministero della Salute e Istat, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana e delle Regioni.

In Sicilia sono state selezionate dall’Istat 11.183 persone, distribuite in 120 Comuni, di cui finora 1.629 hanno accettato di partecipare all’indagine e 2.099 hanno rifiutato. In altre parole il 56,3% dei siciliani finora contattati dalla Croce Rossa hanno declinato l’invito.

Questo specifico filone d’indagine viene eseguito in Italia su un campione di 150 mila persone, residenti in 2.000 Comuni, distribuite per sesso, attività e classi d’età. Appare chiaro, quindi, che senza la collaborazione della cittadinanza l’obiettivo non può essere raggiunto.

«I dati che abbiamo registrano che finora solo il 20% del campione scelto dall’Istat ha dato consenso a partecipare all’indagine statistica italiana. Nei prossimi giorni il Call Center Regionale continuerà a chiamare per fissare nuovi appuntamenti- dichiara la Croce Rossa Italiana- Se ricevete una telefonata dal numero 0655101506 è la CRI. Rispondete e fissate un appuntamento. L’aiuto di tutti è indispensabile per il buon esito dello studio».

I test sierologici sono condotti in forma anonima e vengono rilasciati pubblicamente solo i dati aggregati. Soltanto il soggetto sottoposto all’indagine conoscerà la sua diagnosi. Partecipare è importante per conoscere la situazione epidemiologica nel nostro Paese in modo tale da poter essere più efficienti ed efficaci in caso di una nuova ondata di Coronavirus.

Attualmente è stato effettuato il test sul 70% delle 1.629 persone che hanno accettato di partecipare. I risultati non sono ancora stati aggiornati, per cui facciamo riferimento sempre ai primi dati raccolti: 30 a Catania e 17 a Palermo, tutti negativi.

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