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Terapia del dolore, al San Marco impiantato un neurostimolatore midollare wireless

L’intervento è stato effettuato dal responsabile del Centro Hub, Salvatore Caramma, affiancato dalle colleghe medico Marinella Maria e Simona Brundo

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Un innovativo neurostimolatore midollare wireless per la cura del dolore cronico è stato impiantato per la prima volta in Sicilia al Centro Hub Terapia del Dolore dell’ospedale San Marco, su un paziente affetto da dolore alla schiena resistente ai farmaci.
L’intervento è stato effettuato dal responsabile del Centro Hub, Salvatore Caramma, affiancato dalle colleghe medico Marinella Maria e Simona Brundo.
L’utilizzo di un device midollare wireless di ultima generazione molto meno invasivo e traumatico dell’impianto tradizionale, è una novità assoluta nel panorama siciliano del trattamento del dolore cronico.
La neurostimolazione midollare è una metodica nata alla fine degli anni sessanta diffusasi significativamente nei decenni successivi nel campo del trattamento del dolore cronico non reattivo alla terapia farmacologica.
I device prodotti negli ultimi decenni sono divenuti sempre più performanti e i wireless in particolare si stanno man mano espandendo in Italia. La procedura prevede l’installazione di un elettrocatetere dotato di microchip in grado di decodificare i comandi trasmessi dall’esterno senza fili e di trasformarli in segnali elettrici utili ad alleviare il dolore neuropatico. Il sistema è attivato ed alimentato attraverso un trasmettitore esterno portatile dedicato.
Tale tecnologia consente dunque di trattare il dolore cronico con modalità mininvasive oltre all’opportunità di stabilire un trattamento terapeutico costruito su misura per il paziente, utilizzando le diverse forme d’onda di stimolazione a disposizione, a tutto vantaggio del miglioramento della qualità di vita dell’utente.
Tra gli altri benefici di questo tipo di procedura ci sono l’assenza di fastidiose batterie e l’assenza di estensioni sottocutanee, il che offre la possibilità al paziente di sottoporsi in totale sicurezza a successivi esami diagnostici, come la risonanza magnetica fino a 3 Tesla.
“Si tratta di una vera e propria rivoluzione per il trattamento delle sindromi dolorose croniche – spiega il dottore Caramma – frutto della ricerca nel settore delle nanotecnologie in ambito biomedico, che garantirà risposte cliniche anche a quei pazienti che, per fattori di rischio e comorbidità, non potrebbero essere sottoposti ad interventi di posizionamento di neurostimolatori tradizionali. Ciò consentirà altresì di registrare notevoli riduzioni dei tempi chirurgici e dei relativi costi economici”.

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