Policlinici

Settimana del cervello:

Tecnodipendenza, iniziativa del Policlinico di Messina tra gli studenti

Psicologi e psichiatri andranno all’Istituto Minutoli per informazione e prevenzione sul cyberbullismo e sulle trappole in rete per adolescenti.

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Conoscere il proprio cervello e capire che cosa succede nel rapporto con la tecnologia. Nell’ambito della brain week, la settimana internazionale del cervello, gli specialisti dell’UOC di Psichiatria dell’AOU “G. Martino” saranno presenti all’Istituto Minutoli di Messina per un incontro di informazione e prevenzione sul cyberbullismo e le trappole in rete per adolescenti.

L’11 marzo a discutere con studenti e docenti saranno la prof.ssa Anna Muscatello, Direttrice UOC Psichiatria, i Prof. Gianluca Pandolfo e Carmela Mento, Docenti di Psicologia Clinica e le psicologhe borsiste di ricerca Dott.sse Maria Catena Silvestri e Clara Lombardo.

Un’iniziativa di informazione e prevenzione che rientra nel progetto di piano sanitario nazionale su “Vite Tecnomediate”, coordinato dalla Prof.ssa Melania Mento, e volto all’educazione digitale nelle dipendenze da internet. Da alcuni anni gli specialisti della Psichiatria hanno, infatti, focalizzato la loro attenzione anche su ricerche e strategie per combattere le dipendenze patologiche dal web.

Secondo i dati diffusi di recente dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Centro Nazionale dipendenze, per quanto attiene fenomeni di dipendenza senza sostanza, più di 1,2 milioni di giovani sono dipendenti dal cibo, quasi 500.000 dai videogiochi, 100.000 dai social media e oltre 65.000 ragazzi si allontanano dai rapporti sociali.

I dati che emergono sulle dipendenze da social e app riguardano la necessità di agire per evitare fenomeni di cyberbullismo, cybercrime, rischio suicidario e rischi per la salute mentale determinati da un uso eccessivo e un sovraccarico cognitivo di informazioni non filtrate in modo critico.

L’obiettivo del lavoro svolto, sia in ambulatorio che nelle scuole, è quello di rilevare il rapporto con le tecnologie per prevenire comportamenti a rischio online e attuare un’opera di educazione digitale e psicologica su docenti e genitori.

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